I razionamenti energetici iniziano nel sud-est asiatico a causa della guerra in Medio Oriente

03.04.2026 09:45
I razionamenti energetici iniziano nel sud-est asiatico a causa della guerra in Medio Oriente

Le conseguenze della guerra in Medio Oriente sul mercato energetico

La guerra in Medio Oriente potrebbe portare a conseguenze ben più gravi di quanto già osservabile sul mercato dell’energia. Non si tratta solo dell’aumento dei prezzi dei carburanti, ma anche di una potenziale carenza di gas e petrolio, poiché le forniture dal Golfo Persico sono attualmente interrotte. Indipendentemente dalla durata del conflitto, sarà necessario del tempo per ripristinare le infrastrutture energetiche danneggiate dai bombardamenti iraniani. La prospettiva di razionamenti imminenti potrebbe segnare un cambiamento radicale nella vita quotidiana, un fenomeno già in atto in alcune nazioni, riporta Attuale.

Nel Sud Est asiatico, una delle regioni più dipendenti dal gas e petrolio transitanti per lo stretto di Hormuz, queste problematiche si fanno sentire con particolare intensità, dato che qui passa un quinto del petrolio mondiale, con il 90% destinato a paesi asiatici come Cina, India, Corea del Sud e Giappone.

Anche il gas, fondamentale sia per il riscaldamento che per la produzione di elettricità, è oggetto di una situazione simile: circa un quinto del gas a livello globale transita per Hormuz, l’85% del quale è diretto verso l’Asia, inclusi Cina, India, Taiwan, Corea del Sud e Pakistan.

Attualmente, le misure più drastiche sono state adottate da paesi asiatici a basso reddito, che rischiano di rimanere senza gas e petrolio. In situazioni di crisi energetica, la concorrenza per l’acquisto di carburante aumenta drasticamente: chi è disposto a pagare di più riesce ad acquistare.

Le Filippine hanno dichiarato lo stato di emergenza nazionale per un anno, offrendo sussidi agli autotrasportatori, riducendo i traghetti e introducendo la settimana lavorativa di quattro giorni per i dipendenti pubblici. Il presidente Ferdinand Marcos ha comunicato che le scorte di petrolio potrebbero esaurirsi entro la fine di aprile, giustificando l’emergenza per poter prevedere misure di razionamento.

In Sri Lanka, il limite al rifornimento di carburante è stato fissato a 15 litri a settimana per gli automobilisti e 5 per i motociclisti, mentre le scuole rimangono chiuse ogni mercoledì per limitare gli spostamenti. In Myanmar, i veicoli privati circolano a giorni alterni in base al numero di targa, con un sistema di razionamento del carburante basato su codice QR. Anche il Bangladesh ha iniziato a razionare il carburante e ad applicare blackout programmati per contenere i consumi energetici.

Nei paesi asiatici si stanno già formando bande criminali che rubano carburante dalle stazioni di servizio a causa della crescente esasperazione tra i cittadini. I lavoratori dei distributori di carburante hanno subito aggressioni in Bangladesh, India e Pakistan, risultando talvolta fatali. In India, il governo ha dovuto intervenire per tranquillizzare la popolazione riguardo alla sicurezza delle scorte di carburante per i prossimi due mesi, mentre nelle Filippine i lavoratori dei trasporti hanno indetto scioperi contro l’impennata dei prezzi del gasolio.

Nei paesi occidentali, per ora non si registra una situazione di similare gravità. Essi mostrano una minore dipendenza dalle forniture energetiche provenienti dai paesi del Golfo, e possiedono la capacità di sopportare prezzi elevati per periodi più lunghi, grazie a una maggiore competizione per le forniture energetiche.

Nonostante gli Stati Uniti siano indipendenti dal punto di vista energetico, i paesi europei potrebbero affrontare carenze di gas e petrolio nel medio periodo, secondo le previsioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, che avverte sui rischi associati alla crisi in corso.

L’Unione Europea ha avviato un piano di riduzione dei consumi energetici, simile a quello attuato dopo l’inizio della guerra in Ucraina, incentivando ad esempio il lavoro da remoto e modificando gli orari di accensione del riscaldamento per risparmiare gas.

Nel settore aereo, le compagnie lamentano già scorte limitate di cherosene, il cui prezzo è raddoppiato dall’inizio delle ostilità. L’Unione Europea sta valutando misure di razionamento nel settore aereo per garantire la continuità delle operazioni critiche.

In un’intervista al Financial Times, il commissario europeo per l’Energia Dan Jørgensen ha affermato che l’Unione potrebbe rivedere gli standard di produzione di cherosene, mentre si sta considerando la possibilità di rilasciare ulteriori riserve strategiche di petrolio.

In Italia, la crisi in corso ha spinto alcuni partiti, in particolare quelli di destra, a sollecitare un ripristino delle forniture energetiche dalla Russia, nonostante il paese stia già cercando fornitori alternativi, come l’Algeria, per mitigare l’impatto della crisi.

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