Montezemolo: “Per il calcio italiano serve una rivoluzione culturale e non solo un cambio ai vertici”

04.04.2026 03:35
Montezemolo: “Per il calcio italiano serve una rivoluzione culturale e non solo un cambio ai vertici”

Crisi nel calcio italiano: le dimissioni di Gravina, Buffon e Gattuso

Le recenti dimissioni di Gravina, Buffon e Gattuso erano purtroppo inevitabili, considerando il fallimento della Nazionale Azzurra. Tuttavia, Luca Cordero di Montezemolo avverte che credere che cambiare i vertici sia sufficiente è solo un’illusione destinata a precedere altre disfatte, riporta Attuale.

Montezemolo, noto per aver riportato la Ferrari al successo dopo ventuno anni di sconfitte, paragona la situazione della Nazionale Azzurra a quella della Ferrari. Nel lontano 1990, ricopre il ruolo di manager durante il famoso Italia ’90, quando giocatori come Baggio e Schillaci facevano sognare il Bel Paese.

Interrogato sull’ipotesi di Malagò per la presidenza della Figc, Montezemolo risponde diplomaticamente: “E io mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. Tuttavia, prosegue sottolineando che la crisi del nostro calcio non si risolve con una semplice lista di nomi, ma con un progetto frutto di una visione: “È indispensabile una rivoluzione culturale”.

“Dobbiamo affrontare una sfida simile a una lunga marcia. Non andiamo ai Mondiali dal 2014, e non possiamo affidarci a soluzioni miracolistiche; nessuno ha la bacchetta magica”, aggiunge Montezemolo. Il primo passo, secondo lui, è imparare dalla Germania che ha superato le sue difficoltà calcistiche grazie a un progetto intelligente: “Non è un limite copiare dai giusti esempi”.

In seguito, Montezemolo evidenzia la necessità di cambiare mentalità riguardo ai settori giovanili: “È inaccettabile che le famiglie debbano pagare per mandare i bambini a scuola calcio. Il calcio deve essere gioia, libertà e divertimento; l’ossessione per il risultato ha creato un disastro.”

Critica anche il numero elevato di calciatori stranieri nelle squadre: “È tempo di invertire la rotta, coinvolgendo tutte le componenti. Non è accettabile rappresentare un movimento che non disputa mai i Mondiali”.

Montezemolo conclude con un appello per una riforma radicale, affermando che senza un cambiamento profondo, nemmeno una figura come Gesù in panchina potrebbe garantire la qualificazione per il 2030.

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