Elezioni in Ungheria: Trump, Putin e Xi Jinping sostengono Orbán, a rischio sconfitta dopo 16 anni

06.04.2026 16:55
Elezioni in Ungheria: Trump, Putin e Xi Jinping sostengono Orbán, a rischio sconfitta dopo 16 anni

Le Elezioni Ungheresi: Viktor Orbán Sotto Pressione, Aiuti Esterni per la Sua Campagna

Il premier ungherese Viktor Orbán si trova di fronte a una possibile sconfitta alle elezioni di domenica, un evento che potrebbe segnare la fine di 16 anni di dominio politico. Sebbene le proiezioni diano un vantaggio all’opposizione guidata da Peter Magyar, il contesto dell’«autocrazia elettorale» create dal leader ungherese potrebbe ostacolare la realizzazione di un’effettiva maggioranza nell’Országház, il parlamento di Budapest. Questo scenario è aggravato dall’intervento di potenze esterne come Stati Uniti, Russia e Cina, che sostengono Orbán, riporta Attuale.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, Vladimir Putin ha avviato una sofisticata campagna di disinformazione tramite la Social Design Agency, collegata al Cremlino e soggetta a sanzioni. Questa campagna prevede la diffusione di decine di migliaia di messaggi da parte di ungheresi influenti, presentando Orbán come l’unico candidato capace di mantenere l’Ungheria sovrana e “un leader forte con amici globali”, mentre Magyar è etichettato come un “pupazzo di Bruxelles”. La Social Design Agency risponde direttamente a Sergej Kirienko, un alto funzionario di Putin noto per le sue campagne in vari paesi europei.

Donald Trump, da parte sua, ha trovato un alleato in Orbán, le cui idee hanno influenzato il movimento Maga per il “Project 2025”, una vera e propria piattaforma per il suo secondo mandato. Trump ha espresso il suo supporto in una recente intervista, sottolineando che il successo di Orbán sarà benefico anche per gli Stati Uniti, e prevede di inviare il vicepresidente JD Vance a Budapest per un ulteriore sostegno in vista delle elezioni.

Non da meno, il leader cinese Xi Jinping ha elogiato Orbán come “amico di lunga data”. Recentemente, il ministro degli Esteri cinese ha visitato Budapest, definendo strategica la cooperazione tra Ungheria e Cina, che ruota attorno agli investimenti nella produzione di batterie per veicoli elettrici e infrastrutture ferroviarie, nel contesto della Belt and Road Initiative.

Il collegamento tra queste superpotenze potrebbe sembrare sorprendente, ma la causa è chiara: Trump, Putin e Xi Jinping desiderano impedire l’ascesa e il rafforzamento dell’Unione Europea come potenza globale. Orbán, fino ad oggi, ha agito come «quinta colonna» all’interno dell’UE, ostacolando ogni tentativo di integrazione e di rafforzamento della cooperazione europea. La sua eventuale sconfitta rappresenterebbe una perdita significativa per queste potenze, che vedono in lui un piazzista utile ai loro interessi.

La necessità di un’Europa forte, dotata di una politica estera unificata e un’industria competitiva, è vista come una minaccia da Orbán e dai suoi alleati. Ciò che colpisce è il sostegno entusiasta ricevuto da molti politici europei, inclusa la premier italiana Giorgia Meloni, che appoggiano Orbán nella sua battaglia contro le istituzioni europee.

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