Negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad si concludono senza accordo

12.04.2026 11:15
Negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad si concludono senza accordo

I negoziati tra Iran e Stati Uniti terminano senza accordo a Islamabad

I negoziati tra Iran e Stati Uniti si sono conclusi senza un accordo, almeno per il momento, dopo oltre 20 ore di colloqui iniziati sabato a Islamabad, in Pakistan. Le delegazioni hanno abbandonato il tavolo delle trattative domenica mattina, lasciando incertezze sul futuro dei rapporti bilaterali. Il cessate il fuoco concordato l’8 aprile dovrebbe durare fino al 21 aprile, ma non è chiaro se e quando i leader delle due nazioni riprenderanno i colloqui, riporta Attuale.

Poco prima di lasciare il Pakistan, il presidente statunitense JD Vance ha affermato che gli Stati Uniti hanno “chiarito quali fossero le linee rosse” e hanno messo in evidenza che gli iraniani hanno scelto di non accettare le loro condizioni. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, ha ribattuto che gli Stati Uniti devono evitare “richieste eccessive e illegali” e rispettare “gli interessi e i diritti legittimi” dell’Iran. Secondo Baqaei, “il successo di questo processo diplomatico dipende dalla serietà e dalla buona fede dell’altra parte”.

Questi incontri sono stati storici, poiché Iran e Stati Uniti non avevano avuto colloqui diretti di alto livello dal 1979, anno in cui la rivoluzione ha portato alla nascita della Repubblica Islamica. Fin dall’inizio, era chiaro che raggiungere un accordo duraturo sarebbe stato complesso, specialmente dopo oltre un mese di conflitto, con le due nazioni che arrivavano a Islamabad con richieste difficilmente conciliabili.

Le questioni principali al centro del dibattito includevano il programma nucleare iraniano, la riapertura dello stretto di Hormuz e la revoca delle sanzioni occidentali. Non è emerso molto riguardo ai dettagli dei discorsi condotti durante le trattative, ma la tensione è palpabile. Gli Stati Uniti vogliono “un chiaro impegno” da parte dell’Iran per non cercare armi nucleari e fermare immediatamente l’arricchimento dell’uranio, mentre l’Iran sostiene di avere il diritto di procedere con l’arricchimento per scopi civili.

Il tema delle armi nucleari è fonte di discordia da decenni, con l’Iran che in passato ha fatto concessioni, come nell’accordo del 2015 che il regime ha accettato di ridurre in cambio della revoca delle sanzioni. Tuttavia, tale accordo è stato sostanzialmente annullato nel 2018 quando l’ex presidente Trump ha ritirato gli Stati Uniti.

Nei mesi scorsi, le trattative erano state avviate ma si erano sempre interrotte a causa delle posizioni inconciliabili delle parti. Recentemente, gli Stati Uniti, in collaborazione con Israele, hanno lanciato attacchi contro l’Iran per tentare di smantellare il programma nucleare, senza successo. Oggi, nonostante la guerra abbia indebolito il regime, questo resta fermo nella sua posizione e desideroso di mantenere il predominio nello stretto di Hormuz, cruciale per il commercio globale di petrolio e gas.

Dopo il fallimento dei negoziati, la posizione degli Stati Uniti è diventata complicata. Le opzioni che hanno davanti includono il ripristino delle operazioni militari contro l’Iran, un passo che porterebbe a un’ulteriore escalation e alimenterebbe la crisi energetica globale, oppure continuare con negoziati prolungati. Entrambe le strade comportano rischi significativi per la stabilità della regione e per l’economia globale.

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