Judit Varga accusa l’ex marito Magyar di violenza, esplode lo scandalo politico in Ungheria

13.04.2026 15:35
Judit Varga accusa l'ex marito Magyar di violenza, esplode lo scandalo politico in Ungheria

C’è stato un momento in cui Judit Varga sembrava destinata a sostituire Viktor Orbán alla guida del partito Fidesz e dell’Ungheria. Laureata in Giurisprudenza, avvocata, attivista politica e ministro della Giustizia dal 2019 al 2023 nei governi dell’ex primo ministro, era stata scelta come portavoce del sovranismo ungherese ben prima che l’ex marito Péter Magyar entrasse nella scena politica, riporta Attuale.

Varga e Magyar si conobbero attraverso Gergely Gulyás, membro del parlamento e figura chiave del governo di Orbán. La coppia visse per anni a Bruxelles, dove Magyar lavorava per le istituzioni dell’Unione e Varga venne nominata segretaria di Stato per le relazioni con l’UE. In questo ruolo, l’avvocata divenne il volto della difesa di Budapest contro il “rapporto Sargentini”, in cui l’eurodeputata Judith Sargentini denunciava le violazioni sistemiche dei valori fondanti dell’UE in Ungheria, col risultato di attivare molte controversie e procedimenti di infrazione da parte di Bruxelles.

Le accuse di violenza a Magyar

Durante il periodo di ascesa di Varga, Magyar si reinventò come suo “spin doctor”, ma tale posizione marginale portò alla fine del matrimonio. Dopo il divorzio nel marzo 2023, Varga denunciò l’ex marito per violenza fisica ed emotiva, affermando di essere stata sottoposta a ricatto psicologico e di aver vissuto nel “terrore” durante gli sedici anni di unione.

L’avvocata accusa Magyar di averla aggredita verbalmente e fisicamente, anche durante la gravidanza, e di esercitare un controllo ossessivo. Il neo-premier, mai condannato per tali episodi, respinge le accuse e le attribuisce a “una vendetta architettata da Orbán”.

Lo scandalo grazie presidenziali

Il declino politico di Varga iniziò nel febbraio 2024, a pochi mesi dalla probabile candidatura a capolista del partito alle elezioni europee. Nell’aprile 2023, Varga, allora ministra della Giustizia, controfirmò la grazia concessa dalla presidente ungherese Katalin Novák a un ex vicedirettore di un orfanotrofio condannato per aver coperto casi di abuso su minori.

La questione emerse nei media all’inizio del 2024 e provocò un tremore nel governo di Orbán, storicamente impegnato nella protezione dei bambini e in una retorica anti-LGBTQ. Lo scandalo portò alle dimissioni della presidente Novák e all’annuncio del ritiro di Varga da ogni impegno politico, accettando la responsabilità per la controfirma del documento.

Tra i critici della situazione vi è soprattutto Magyar, il quale nel 2024, dopo aver fondato il partito di opposizione Tisza, pubblicò una registrazione sui social in cui Varga raccontava di come alti funzionari governativi, inclusi Antal Rogan, responsabile delle comunicazioni del governo, avessero rimosso prove dai documenti giudiziari per nascondere il loro coinvolgimento in scandali di corruzione.

Tuttavia, Varga accuserà poi Magyar di averle estorto tali dichiarazioni: “Ho detto quello che voleva sentire in modo da poter scappare il prima possibile, ero in uno stato di intimidazione.”

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