Il caso di Pietracatella, esami tossicologici confermano ricina per madre e figlia, Gianni Di Vita è negativo

14.04.2026 18:35
Il caso di Pietracatella, esami tossicologici confermano ricina per madre e figlia, Gianni Di Vita è negativo

Nuove evidenze tossicologiche nel caso della famiglia Di Vita a Pietracatella

Campobasso, 14 aprile 2026 – Nuove indiscrezioni sugli esami tossicologici nel caso della famiglia Di Vita emergono in seguito a test di laboratorio che confermerebbero la presenza di ricina in Sara Di Vita, 15 anni, e in sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute durante le vacanze di Natale. Il padre e marito Gianni Di Vita risulta negativo ai test. Le informazioni provengono da fonti qualificate; attesa a breve la relazione ufficiale del Centro Antiveleni di Pavia, che fornirà dettagli sulla quantità e modalità di esposizione alla sostanza tossica, oltre alla compatibilità con il quadro clinico riscontrato, riporta Attuale.

Entro fine mese, si prevede l’uscita dell’esito definitivo delle autopsie condotte lo scorso 31 dicembre presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso. I primi risultati non hanno chiarito le cause di morte, inizialmente attribuite a intossicazione alimentare, ma piuttosto sollevano interrogativi su un possibile avvelenamento emerso dalle analisi del sangue.

Alla luce di questi nuovi risultati, Gianni Di Vita, già interrogato per diverse ore dagli inquirenti, potrebbe essere nuovamente ascoltato, così come sua figlia Alice. Gli investigatori di Campobasso, che indagano per duplice omicidio, non hanno ancora delineato un quadro chiaro. Mentre Di Vita afferma di essere “a posto con la coscienza”, il cerchio d’interesse si allarga. La polizia ha convocato ulteriori persone informate, aumentando a circa quarantina il numero totale dei testimoni interrogati.

Nessuna informazione è trapelata riguardo al sopralluogo effettuato dagli investigatori a Pietracatella. È prevista, nei prossimi giorni, una seconda ispezione presso la casa della famiglia Di Vita, attualmente sotto sequestro da oltre 100 giorni.

Le domande rimangono senza risposta: Chi ha pianificato i due omicidi e quale potrebbe essere il movente? Come è stata procurata la ricina, una sostanza considerata rara sul mercato? Esistono fondati dubbi su come stia procedendo l’indagine, che potrebbe anche dipendere dal fatto che la procura stia mantenendo un riserbo strategico.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere