Gli Stati Uniti Rifiutano la Proposta di Teheran sul Conflitto
DALLA NOSTRA INVIATA
TEL AVIV – Gli Stati Uniti hanno respinto l’offerta iraniana per la risoluzione della guerra, proposta attraverso mediatori pachistani. L’Iran ha suggerito di riaprire lo Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco navale americano e della cessazione dei bombardamenti, rimandando la questione nucleare a un secondo momento, riporta Attuale.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha risposto durante un’intervista a Fox News, affermando che l’apertura dello Stretto proposta dall’Iran è condizionata a pagamenti e permessi, sottolineando che non può essere accettata una normalizzazione di tali acque navigabili internazionali. Ha dichiarato: “Non possono normalizzare – e noi non possiamo tollerare che cerchino di farlo – un sistema in cui sono gli iraniani a decidere chi può accedervi”. Rubio ha inoltre notato come l’Iran, fortemente indebolito economicamente e militarmente, stia cercando di guadagnare tempo attraverso questa proposta.
La questione nucleare rimane il nodo cruciale: Trump ha ribadito che l’Iran non deve possedere armi nucleari. Teheran, nei primi colloqui negoziali, si è rifiutata di fare concessioni sul suo programma nucleare e mira a rinviare tale argomento a data da destinarsi. Il presidente statunitense ha esaminato la proposta iraniana con i suoi principali consiglieri per la sicurezza nazionale.
La portavoce della Casa Bianca, Olivia Wales, ha sottolineato che qualsiasi accordo deve prioritizzare la sicurezza del popolo americano e impedire all’Iran di dotarsi di armamenti nucleari. La proposta iraniana è stata rigettata mentre il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si trovava a San Pietroburgo per ricevere il supporto di Vladimir Putin e del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov.
Putin ha elogiato la resistenza del popolo iraniano, mentre l’Iran continua a esplorare la possibilità di trasferire riserve di uranio altamente arricchito in Russia, suggerendo un potenziale coinvolgimento di Mosca come custode delle stesse. Araghchi ha concluso la sua visita a San Pietroburgo menzionando che “tutto il mondo sta ammirando il popolo iraniano per la sua resistenza contro gli Stati Uniti in questa guerra impari e ingiusta”.