Leone XIV in visita a Napoli: un messaggio di speranza e pace
Durante il suo primo anno di pontificato, Leone XIV ha scelto Napoli come tappa fondamentale, trasmettendo un messaggio di calore e speranza che il maltempo di maggio non riesce a sminuire. Arrivato ai piedi del Vesuvio, il Papa ha condiviso le sue intenzioni di “sparire perché rimanga Cristo” e ha espresso la necessità di difendere la pace disarmata, affrontando anche le intemperanze di Donald Trump. Nella città “dove la vita non è facile ma avete gioia e allegria”, ha trovato il supporto tanto atteso, riporta Attuale.
La parola “gioia” è stata un leitmotiv degli interventi del Papa durante questa intensa giornata, e rappresenta un antidoto ai “tempi bui” che ha evocato nella sua preghiera alla Madonna di Pompei, prima tappa della visita. Qui, l’occasione coincide con il 150° anniversario della posa della prima pietra del santuario. “Le guerre che ancora si combattono in molte regioni del mondo richiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso”, ha osservato durante la messa officiata nella piazza antistante il santuario. Leone XIV ha inoltre denunciato il costo della pace, “messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio di armi al rispetto della vita umana”. Circa 20mila fedeli hanno assistito a queste dichiarazioni.
Il Papa ha dedicato il suo primo abbraccio ai disabili e ai malati che si sono radunati attorno a lui, riconoscendolo sempre di più come un simbolo di pace. Nella supplica alla Madonna, ha esteso il suo pensiero a famiglie, Italia, Europa e al mondo intero, invitando a riflettere su chi si dichiara cristiano ma agisce contro i principi di Cristo.
A mezzogiorno, il santuario ha accolto una varietà di specialità culinarie locali, tra cui tortelloni con pomodorini del Piennolo e pastiera, per ristorare il Papa prima del suo trasferimento a Napoli. Nonostante le condizioni meteo avverse, ha prima visitato la cattedrale, dove ha incontrato la madre del piccolo Domenico, deceduto dopo un trapianto non riuscito, e ha poi concluso la sua visita in una Piazza Plebiscito stracolma di 50mila fedeli.
“È qui la festa,” hanno intonato i ragazzi in un brano rap, mentre durante il giro in Papamobile un pizzaiolo gli ha donato una pizza con il suo nome; il Papa ha colto l’occasione per scattare una foto. Nel cuore della città, il sindaco Gaetano Manfredi ha dato il benvenuto, mentre il cardinale Domenico Battaglia ha condannato la camorra, definendola “religione del denaro, furto del futuro”. Leone XIV ha ascoltato le storie di chi ha vissuto l’oppressione della violenza e, nel suo discorso, ha esortato lo Stato a non abbandonare coloro che lavorano per riscattare una città che deve essere “ponte di pace” e non “semplice cartolina”.