Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha incontrato la premier italiana, Giorgia Meloni, a Palazzo Chigi, in un contesto di tensioni diplomatiche legate alle critiche di Donald Trump sull’impegno dell’Italia verso l’Iran. Durante la visita, che è stata definita da fonti diplomatiche una questione di cortesia, sono stati discussi temi cruciali come la crisi nello Stretto di Hormuz e la situazione in Libano, riporta Attuale.
Meloni dopo l’incontro con Rubio
«Ho ricevuto oggi con piacere il Segretario di Stato americano Marco Rubio a Palazzo Chigi – ha comunicato Meloni sui social – Abbiamo avuto un ampio e costruttivo confronto, durante il quale abbiamo affrontato numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in Medio Oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina. Un dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’Occidente».
Bilaterale alla Farnesina: cosa si sono detti Rubio e Tajani
Prima di recarsi a Palazzo Chigi, Rubio ha incontrato il vicepremier Antonio Tajani alla Farnesina. Questo incontro, durato oltre un’ora, è stato descritto da Tajani come «una riunione positiva». Durante il colloquio, sono stati trattati argomenti rilevanti come la disponibilità italiana a impiegare la Marina Militare per attività di sminamento in Medio Oriente in caso di cessate il fuoco, il ruolo dell’Italia in Libano, la transizione in Venezuela e Cuba, e le questioni relative all’Africa e alle materie prime. Inoltre, Rubio ha confermato che Washington «sta aspettando la risposta» di Teheran riguardo all’Iran. Sui dazi, Tajani ha ribadito che «non vogliamo guerre commerciali» e ha sottolineato il «legame indissolubile» tra Italia e Stati Uniti, menzionando la nuova Coalizione di Roma per garantire stabilità ai mercati alimentari globali.
Le origini piemontesi di Rubio: il regalo di Tajani e la battuta su Babel
Un momento significativo si è verificato quando Rubio ha ricevuto l’albero genealogico della sua famiglia, presentato da Tajani, dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e dal sindaco di Casale Monferrato, Emanuele Capra. Questo documento certifica le radici piemontesi del segretario di Stato. Cirio ha invitato Rubio a visitare il Piemonte, descrivendolo come «la sua casa». Rubio, parlando in inglese e spagnolo, ha riferito di comprendere l’italiano e ha fatto una battuta divertente dicendo che il suo abbonamento a Babel era scaduto e che prometteva di parlare in italiano alla sua prossima visita in Piemonte.
Rubio: «Con Meloni non abbiamo parlato di basi»
Alla fine degli incontri, Rubio ha dichiarato di non aver discusso del ritiro delle truppe statunitensi dall’Italia durante il colloquio con Meloni. Ha ribadito il suo sostegno alla NATO, menzionando come alcuni Paesi europei, tra cui la Spagna, abbiano negato l’uso di basi americane per emergenze, aumentando i rischi per le operazioni statunitensi contro l’Iran. Sull’argomento del Medio Oriente, Rubio ha affermato che l’Italia potrebbe contribuire di più per affrontare la situazione del Libano grazie alla sua expertise e presenza sul campo. Riguardo all’Iran, ha espresso attesa per sviluppi futuri, auspicando una proposta seria da parte di Teheran. Infine, ha sottolineato l’importanza del rapporto con il Vaticano, evidenziando che il viaggio era stato pianificato prima delle recenti critiche di Trump.