Trump minaccia azioni drastiche contro l’Iran, mentre i mercati reagiscono
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato ieri dallo Studio Ovale che le trattative con l’Iran stanno proseguendo, ma ha anche messo in guardia che, se Teheran non accetterà le condizioni statunitensi, comprese la cessazione del trasferimento di uranio arricchito al di fuori dell’Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz senza pedaggi, «faremo qualcosa di drastico», riporta Attuale.
Il New York Times ha evidenziato come le dichiarazioni di Trump abbiano spesso creato aspettative non corrisposte nei mercati. Il 13 marzo, per esempio, il presidente aveva affermato che «l’Iran è totalmente sconfitto e vuole un accordo», mentre il 17 marzo aveva ribadito in un’intervista che «stiamo stravincendo nella guerra» e che gli USA non mancheranno di mostrare la loro potenza se necessario.
Il 23 marzo, Trump ha parlato di «conversazioni molto produttive» con l’Iran, riuscendo a influenzare il mercato: il Pentagono ha posticipato di cinque giorni attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane, causando una diminuzione del 10% dei prezzi del petrolio. Tuttavia, il 26 marzo, ha ribadito che gli iraniani «ci stanno supplicando di fare un accordo», sottolineando l’instabilità che queste affermazioni possono generare.
La crisi ha raggiunto un punto critico l’1 aprile, quando Trump ha dichiarato che gli obiettivi militari sarebbero stati completati «molto presto» e ha confermato che i negoziati erano in corso. I mercati hanno mostrato segni di stabilità, ma l’incertezza è rimasta palpabile dato il continuo alternarsi tra minacce e segnali di pacificazione.
Dopo il fallimento delle prime trattative in Pakistan l’11 aprile e l’imposizione di un blocco da parte degli Stati Uniti allo Stretto di Hormuz, i mercati hanno nuovamente vacillato, raggiungendo minimi storici. La volatilità ha continuato a caratterizzare i mesi successivi, con un mix di annunci di progresso e dichiarazioni bellicose che hanno influenzato l’andamento dei prezzi del petrolio e la fiducia degli investitori.