Udine, 23 maggio 2026 – La registrazione che cattura il terribile momento del terremoto in Friuli del 6 maggio 1976 viene riconosciuta non solo come un documento storico, ma anche come un ricordo personale toccante di Mario Garlatti, che all’epoca aveva 19 anni e viveva a Udine. Inaspettatamente, durante la registrazione di una canzone dei Pink Floyd, l’evento sismico interruppe la sua musica, creando una testimonianza unica degli attimi di panico e allerta, riporta Attuale.
Cosa c’entrano i Pink Floyd con il terremoto in Friuli
La storia di Mario è esposta nella mostra ‘Memorie riflesse’, allestita nel splendido Castello di Gemona. In una conversazione telefonica, Mario ha condiviso l’audio emozionante che ha registrato quella notte. “Stavo registrando la canzone cult dei Pink Floyd, Shine on you crazy diamond. Ero nella mia stanza, avevo acceso il giradischi e il registratore,” ha raccontato. All’epoca, la musica si ascoltava soprattutto alla radio, con scelte decise da altri. Mario desiderava portare con sé la musica che amava.
Le note riempivano la stanza, creando un’atmosfera intensa fino a quando un rumore imperioso interruppe l’armonia. “Cosa sono queste vibrazioni? Neanche il tempo di chiederselo e da un registratore si sentono parole concitate, ‘i bambiniiii… Mamma, mami… Mario!'” La registrazione catturò la scossa di un terremoto che durò 59 secondi, mentre il panico dilagava intorno a lui.
“Ho realizzato tutto questo solo il giorno dopo,” prosegue Mario. “Quella sera eravamo in casa, i miei genitori, mia sorella, c’erano i bambini… Ci siamo precipitati giù dalle scale, anche se oggi so che era la cosa da evitare, poiché è proprio la scala che cede prima.”
Il registratore e la voce dell’Orcolat
Il giorno seguente, Mario tornò a casa e trovò il registratore sul pavimento: “Era caduto dalla scrivania durante il tremore. Nella caduta, il tasto di accensione si attivò. Avevo già messo le pile, non serviva la corrente, che infatti era andata via.”
La commozione per le voci dei miei genitori
Da allora, quella registrazione è stata riascoltata molte volte, portata anche in TV e a teatro. “Amici e conoscenti volevano sentirla e l’hanno registrata. Una volta, ci siamo ritrovati a casa di un amico. L’ho riascoltata, ma non subito. Nei primi anni non ne avevo voglia. Ora, invece, la sento con maggior piacere, soprattutto per le voci di miei genitori, Eugenio e Lucia, che ho perso da tempo. Ogni volta la loro voce mi emoziona: è un ricordo per la vita”.