Incendi nei centri di trattamento per l’ebola nella Repubblica Democratica del Congo, 18 pazienti fuggono

24.05.2026 08:55
Incendi nei centri di trattamento per l'ebola nella Repubblica Democratica del Congo, 18 pazienti fuggono

Incendi di tende per il trattamento dell’ebola nella Repubblica Democratica del Congo: una crisi in aumento

Due tende adibite al trattamento dell’ebola a Mongbwalu, nella Repubblica Democratica del Congo, sono state incendiate in un clima di crescente sfiducia da parte della popolazione locale nei confronti delle misure sanitarie adottate. Alla fuga di 18 persone sospettate di essere malate di ebola, che stavano ricevendo cure nella tenda gestita da Medici Senza Frontiere, si aggiunge la complessità della gestione dell’emergenza sanitaria in atto, riporta Attuale.

Un altro episodio analogo si è verificato giovedì a Rwampara, dove un gruppo di giovani ha dato fuoco a una tenda per ricambiare il corpo di un amico, che era stato trattenuto dalle autorità sanitarie per motivi di sicurezza. Testimoni indicano che l’incendio è stato provocato dalla frustrazione per le restrizioni imposte dalla gestione del virus altamente contagioso.

Le autorità hanno recentemente imposto il divieto di funerali e veglie che coinvolgono più di 50 persone, nel tentativo di limitare la diffusione del virus, che può essere trasmesso attraverso i fluidi corporei. Questa mossa ha suscitato proteste tra le famiglie e le comunità locali, che percepiscono queste misure come una violazione dei loro diritti e delle loro tradizioni.

La costruzione di un rapporto di fiducia tra gli operatori sanitari, sia locali che internazionali, e la comunità rimane una sfida significativa. Esistono convinzioni diffuse nell’area riguardanti la non esistenza dell’ebola, accompagnate da teorie del complotto sulle ONG e sui servizi sanitari. Questo ha portato a un clima di ostilità: un operatore sanitario è stato ferito durante l’ultimo attacco a Rwampara, costringendo le autorità a intensificare la protezione militare del centro di trattamento.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha segnalato ufficialmente 82 casi di ebola e sette morti in Repubblica Democratica del Congo, ma stima che la reale portata dell’epidemia sia molto più ampia, con oltre 750 casi sospetti e 177 decessi. Questo pericolo è accentuato dall’assenza di cure specifiche per la febbre emorragica causata dal virus ebola, il quale ha un tasso di mortalità molto elevato.

Il focolaio attuale, localizzato nella provincia di Ituri al confine con Uganda e Sudan del Sud, è dovuto al Bundibugyo ebolavirus. La creazione di un vaccino potrebbe richiedere dai sei ai nove mesi, lasciando la popolazione vulnerabile in un periodo già segnato da profondi timori e resistenti scetticismi.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere