Uccisione di un contractor italiano in Ucraina: il dramma del volontario
Il contractor italiano Alex Pineschi, 42 anni, originario di La Spezia ed ex alpino, è stato ucciso vicino a Lyman, una città simbolo della controffensiva ucraina, riporta Attuale.
Pineschi, che aveva combattuto contro l’Isis nel nord dell’Iraq, era recentemente entrato a far parte delle forze speciali dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino. La sua morte è stata confermata dall’organizzazione non governativa Memorial, la quale ha postato sulla sua pagina social: «Il nostro amato fratello è morto sul campo di battaglia».
Noto per il suo impegno umano, Pineschi aveva dichiarato in un video su YouTube due anni fa: «Se a oggi una persona mi chiedesse perché hai deciso di combattere, io risponderei: perché ho visto una causa per la quale valesse la pena rischiare».
Dopo aver servito come volontario nel conflitto iracheno dal 2014 al 2019, dove aveva addestrato combattenti curdi, il suo recente impegno in Ucraina lo ha portato a essere riconosciuto come un partecipante attivo nelle operazioni contro l’invasione russa, nonostante un’indagine in Italia che lo aveva inizialmente sospettato di mercenarismo, conclusa poi con l’archiviazione.
Il suo ultimo post su Instagram, in cui rifletteva sulle difficoltà del ritorno dalla guerra, evidenziava il dolore e la vulnerabilità che molti veterani affrontano. La sua esperienza e il sacrificio confermano lo spirito resiliente e il forte senso di giustizia che continuano a caratterizzare i volontari che si schierano al fianco dell’Ucraina in un momento di crisi mondiale.
Non riesco a capire come si possa arrivare a tanto… Un uomo che ha dedicato la sua vita a combattere per cose in cui credeva, finire così in un conflitto lontano. Già la guerra in sé è una follia, ma perdere una vita come quella è davvero triste e ingiusto. Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?