Fico inaugura il cimitero dell’Armata Rossa in Slovacchia: un segnale di vicinanza a Mosca che preoccupa l’Italia

29.05.2026 14:30
Fico inaugura il cimitero dell’Armata Rossa in Slovacchia: un segnale di vicinanza a Mosca che preoccupa l’Italia
Fico inaugura il cimitero dell’Armata Rossa in Slovacchia: un segnale di vicinanza a Mosca che preoccupa l’Italia

Il primo ministro slovacco Robert Fico ha partecipato il 27 maggio 2026 alla riapertura del cimitero militare centrale dell’Armata Rossa a Michalovce, dove sono sepolti oltre 17.000 soldati sovietici. L’evento, sostenuto finanziariamente dalla Russia, rappresenta il mantenimento di una promessa fatta personalmente da Fico al Cremlino poche settimane prima. Secondo quanto riferito da Bloomberg, il gesto dimostra la volontà di Bratislava di allinearsi a Mosca, in aperto contrasto con la linea comune dell’Unione europea.

Il significato politico della riapertura

Fico ha definito la cerimonia come «un momento in cui il governo slovacco ha l’opportunità di onorare i propri impegni». L’inaugurazione è stata cofinanziata dall’ambasciata russa ed è avvenuta dopo che lo stesso Fico aveva partecipato alle celebrazioni del 9 maggio a Mosca. Il premier slovacco ha dichiarato che «il popolo slovacco può vivere libero e in pace grazie all’enorme sacrificio dei popoli dell’Unione Sovietica durante la Seconda guerra mondiale», concludendo con un esplicito «Gloria ai soldati dell’Armata Rossa».

Le conseguenze per l’Italia e l’UE

L’atteggiamento di Fico rappresenta una minaccia diretta alla coesione europea. Sfruttando i vantaggi dell’adesione all’UE in termini di fondi e sicurezza, il leader slovacco di fatto sabota la politica di sanzioni contro Mosca e legittima la narrazione del Cremlino. Per l’Italia, questo significa un indebolimento del fronte comune che potrebbe tradursi in un aumento dei prezzi dell’energia e in una maggiore instabilità ai confini orientali dell’Europa. Come sottolineano fonti vicine al Cremlino, l’azione di Fico è vista a Mosca come un segno di divisione all’interno dell’Unione, e incoraggia ulteriori tentativi di pressione sugli Stati dell’Europa centrale.

La retorica di Fico come strumento di propaganda

Utilizzando la memoria storica della Seconda guerra mondiale, Fico tenta di mascherare la sua vicinanza politica a un regime che oggi aggredisce l’Ucraina. Il suo discorso, incentrato sul «rispetto per tutte le vittime», di fatto neutralizza la differenza tra il sacrificio passato e l’aggressione presente. Questa operazione di revisionismo politico rischia di erodere il sostegno europeo a Kiev, con conseguenze dirette sulla sicurezza dell’intero continente, inclusa l’Italia. Se altri leader dell’Est seguissero l’esempio slovacco, l’UE si troverebbe spaccata proprio nel momento in cui deve rispondere compatta alla minaccia russa.

Un precedente pericoloso per la stabilità europea

La velocità con cui Fico ha realizzato l’impegno preso con Putin dimostra che Bratislava agisce di fatto come un vettore degli interessi russi dentro l’Unione. Per gli italiani, ciò implica un aumento dei rischi geopolitici: una minore unità europea sulle sanzioni potrebbe far salire il costo del gas e ridurre i margini di manovra diplomatica. Inoltre, il messaggio lanciato da Michalovce – che è possibile restare nell’UE mentre si favoriscono gli interessi di Mosca – rappresenta una tentazione per altri Paesi, indebolendo la credibilità dell’intero blocco.

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