Le manifestazioni globali contro l’aumento dei prezzi dei carburanti si intensificano

16.09.2026 15:45
Le manifestazioni globali contro l’aumento dei prezzi dei carburanti si intensificano

Aumenti dei prezzi dei carburanti scatenano proteste globali

Il recente aumento dei prezzi dei carburanti ha provocato manifestazioni in diverse nazioni, con le più gravi segnalate in Siria, dove i residenti sono scesi in piazza contro il governo. Il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile, in parte a causa di nuovi attacchi tra Stati Uniti e Iran e del blocco dello stretto di Hormuz. L’escalation dei conflitti ha sollevato preoccupazioni per la sicurezza marittima, inclusa la navigazione nello stretto di Bab el Mandeb, riporta Attuale.

Le conseguenze più immediate si sono fatte sentire nei paesi del sudest asiatico. Paesi con redditi medi inferiori, come le Filippine, hanno registrato un incremento significativo dei costi per la popolazione, influenzando negativamente l’economia e la vita quotidiana. I pescatori, ad esempio, sono rimasti in porto a causa dell’alto costo del gasolio, mentre gli autisti di taxi e bus hanno partecipato a massicce manifestazioni nelle città principali.

In Bangladesh, dove il 90% del petrolio è importato, il governo ha imposto razionamenti a causa della guerra in Medio Oriente. La carenza di gas naturale liquefatto ha portato a un aumento delle chiusure temporanee nelle industrie, come quelle tessili, con frequenti blackout che hanno impattato gravemente l’economia. Anche in Indonesia sono state adottate misure simili, con razionamenti basati sulle tabelle di immatricolazione dei veicoli, suscitando proteste tra i tassisti. Qui, il governo sta affrontando un dilemma, poiché deve controllare i prezzi del carburante per le famiglie nonostante l’aumento dei costi.

In Sri Lanka, le compagnie petrolifere hanno iniziato a limitare i rifornimenti, aspettando condizioni di mercato più favorevoli, mentre in Siria si sono verificati eventi di protesta estesi, i più significativi da quando è iniziata la repressione del regime di Bashar al Assad. I manifestanti hanno bloccato strade e incendiato copertoni, riflettendo un forte malcontento contro le politiche governative.

Le manifestazioni hanno trovato eco anche in Guatemala, dove i camionisti hanno organizzato proteste per chiedere sussidi statali, accompagnati da gruppi indigeni che hanno risentito particolarmente dell’aumento dei costi del gasolio, essenziale per l’agricoltura. In Nigeria, gli autisti di autobus hanno scioperato a causa del prezzo del carburante, che ha superato i 1.600 naira al litro.

In Europa, manifestazioni coordinate sono avvenute in Portogallo, Francia e Spagna. In Portogallo, automobilisti hanno causato ingorghi stradali con manifestazioni di protesta nei confronti del governo, culminate davanti alla residenza del primo ministro. In Francia, i pescatori hanno bloccato strade in risposta ai prezzi esorbitanti del gasolio, causando confronti con la polizia, mentre simili azioni di protesta si sono verificate in Spagna, con blocchi stradali da parte dei pescatori.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere