Proteste diffuse in Siria contro gli aumenti dei prezzi del carburante a dicembre 2024

15.09.2026 12:45
Proteste diffuse in Siria contro gli aumenti dei prezzi del carburante a dicembre 2024

Proteste in Siria per l’aumento dei prezzi del carburante

Le recenti decisioni del governo del presidente Ahmed al Sharaa di aumentare nuovamente il prezzo del carburante hanno scatenato le più estese proteste in Siria dalla fine della dittatura di Bashar al Assad, a dicembre del 2024, riporta Attuale. Gli aumenti, annunciati nel fine settimana, arrivano in un contesto di grave crisi economica e inflazione elevata, aggravando ulteriormente le difficoltà di una popolazione già provata da anni di conflitto.

Il governo ha incrementato i prezzi fino al 9% per il gas da cucina, fino al 25% per la benzina e addirittura fino al 40% per il gasolio. Ciò significa che il costo della benzina è aumentato dell’86% rispetto a febbraio 2025, mentre il prezzo del diesel è raddoppiato. Tali aumenti sono destinati ad alimentare ulteriormente l’inflazione, che si sta avvicinando al 25% su base annua.

In risposta a queste misure, le proteste sono scoppiate in diverse città, tra cui Damasco, Aleppo, Idlib, Hama, Raqqa e Deir Ezzor. I manifestanti hanno bloccato strade principali e bruciato pneumatici, chiedendo le dimissioni dei ministri dell’Energia e dell’Economia. La portata delle proteste rappresenta un cambiamento significativo, dati i precedenti tentativi del regime di reprimere ogni forma di dissenso.

Prima della guerra civile, la Siria traeva una parte sostanziale delle sue entrate dall’esportazione di petrolio, ma dal 2011, con la perdita di controllo delle risorse e l’imposizione di sanzioni internazionali, la situazione è notevolmente cambiata. Attualmente, la Siria è completamente dipendente dalle importazioni di petrolio, nonostante abbia giacimenti significativi.

In particolare, la Siria importa petrolio principalmente dalla Russia, dove il recente aumento degli attacchi ucraini ha complicato le capacità di approvvigionamento energetico. Negli ultimi mesi, la produzione russa si è ridotta e il governo ha imposto delle limitazioni sulle esportazioni di benzina e gasolio.

Da quando è salito al potere, nel dicembre 2024, il presidente al Sharaa ha cercato di riavvicinarsi agli Stati Uniti e ai paesi occidentali, risultando in una parziale rimozione delle sanzioni economiche e nella ricostruzione di relazioni diplomatiche che erano impossibili sotto il regime degli Assad. Tuttavia, malgrado i potenziali cambiamenti, il contesto socioeconomico dei siriani rimane drammatico, con il 90% della popolazione sotto la soglia di povertà e un tasso di disoccupazione che colpisce 1 persona su 4, secondo le stime delle Nazioni Unite.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere