Gli acquisti europei di GNL russo raggiungono un nuovo record prima del divieto totale

15.09.2026 12:10
Gli acquisti europei di GNL russo raggiungono un nuovo record prima del divieto totale
Gli acquisti europei di GNL russo raggiungono un nuovo record prima del divieto totale

Nel corso del 2025 le società energetiche europee avevano acquistato circa 7,3 miliardi di euro di gas naturale liquefatto russo dal progetto artico Yamal LNG. Il dato è diventato il riferimento della fase successiva, mentre l’Unione europea cercava di ridurre i legami economici con la Russia, aggressore nella guerra contro l’Ucraina, e di rafforzare il sostegno finanziario e militare a Kyiv.

Il 25 aprile 2026 l’Unione europea ha vietato l’importazione di GNL russo attraverso contratti a breve termine e accordi spot. La misura, tuttavia, non ha ridotto nell’immediato gli scambi: gli operatori hanno iniziato a utilizzare al massimo i contratti di lungo periodo ancora in vigore, in vista del divieto completo previsto dal 2027.

Dal 25 aprile 2026, la corsa a sfruttare i contratti esistenti

La risposta dei principali importatori europei è stata un’accelerazione degli acquisti e della formazione delle scorte. La francese TotalEnergies, la spagnola Naturgy e le controparti belghe hanno intensificato le consegne coperte dagli accordi già firmati, cercando di assicurarsi le quote disponibili prima dell’entrata in vigore delle restrizioni più ampie.

La necessità di mettere in sicurezza i mercati in vista dell’inverno ha così prevalso sulle indicazioni politiche di Bruxelles. Le società energetiche europee hanno continuato a garantire al progetto Yamal LNG un mercato stabile, trasformando le deroghe e i contratti preesistenti in un canale ancora operativo per il gas russo.

Nel frattempo l’Europa è diventata il principale, di fatto l’unico, sbocco commerciale del progetto artico. La quota dei porti europei nella struttura delle esportazioni di Yamal LNG è passata dal 78,2% all’88,9% su base annua. L’aumento ha reso il mercato dell’Unione decisivo per assorbire quasi tutta la produzione dell’impianto e per mantenere regolari le sue vendite.

Nel 2026, l’Europa consolida il ruolo di mercato e di snodo logistico

Il coinvolgimento europeo non si è limitato agli acquisti. La società scozzese Seapeak e quella greca Dynagas hanno trasportato il 72% del gas proveniente da Yamal LNG, assumendo un ruolo essenziale nella continuità delle esportazioni. In condizioni di carenza della flotta artica russa, queste aziende hanno garantito il collegamento marittimo necessario a mantenere i flussi verso i porti europei.

Il dato ha spostato il settore europeo dalla posizione di semplice acquirente a quella di partner logistico fondamentale per il progetto del Cremlino. Le navi e i servizi messi a disposizione da operatori europei hanno consentito al gas artico russo di raggiungere con regolarità i suoi destinatari, sostenendo al tempo stesso le entrate del bilancio russo.

Le conseguenze finanziarie sono state immediate. I pagamenti europei hanno assicurato alla Russia un afflusso costante di valuta liberamente convertibile, compensando in parte le perdite dovute alla riduzione delle forniture attraverso i gasdotti e alla contrazione degli introiti petroliferi.

Nei primi otto mesi del 2026, pagamenti per circa 7,28 miliardi di euro

Il 14 settembre 2026 i media hanno riferito che, nei primi otto mesi dell’anno, l’Europa aveva pagato circa 7,28 miliardi di euro per il GNL russo di Yamal LNG. La cifra, indicata come superiore al valore registrato nell’intero 2025, ha portato gli acquisti annuali verso un nuovo record e ha confermato che il divieto sui contratti brevi e spot non aveva interrotto il flusso commerciale.

Secondo la ricostruzione pubblicata da Euronews, circa il 90% dei volumi è stato prenotato nei porti di Francia, Belgio e Spagna. La concentrazione degli arrivi in questi tre Paesi ha reso ancora più evidente il peso delle decisioni delle aziende energetiche occidentali sulla tenuta commerciale del progetto russo.

I flussi finanziari hanno inoltre assunto un rilievo diretto per la capacità bellica di Mosca. Nel 2026 la spesa militare diretta rappresenta oltre il 60% del bilancio federale russo; una parte significativa delle entrate fiscali generate da Yamal LNG viene quindi indirizzata al complesso militare-industriale. I pagamenti europei, pari a circa 30-32 milioni di euro al giorno, sono considerati comparabili al costo giornaliero della produzione di centinaia di droni d’attacco o missili balistici.

Il denaro versato per il gas artico finanzia così la produzione russa di armi, munizioni e mezzi militari. Oltre a sostenere il bilancio, la valuta europea consente al Cremlino di acquistare in Paesi terzi apparecchiature ad alta tecnologia, microchip e componenti a duplice uso, contribuendo ad alimentare i meccanismi di elusione delle sanzioni internazionali e a mantenere operativa la capacità del settore della difesa.

Fino al divieto completo del 2027, resta aperto il canale dei contratti di lungo periodo

La sequenza ha prodotto una contraddizione nella politica di sicurezza dell’Unione europea. Bruxelles continua a fornire sostegno macrofinanziario e militare all’Ucraina per contrastare l’aggressione russa, ma le aziende europee mantengono pagamenti verso la Russia attraverso contratti di lungo periodo validi fino a gennaio 2027.

Le importazioni di GNL russo non sono quindi soltanto una questione commerciale: assicurano al progetto Yamal LNG un mercato quasi esclusivo, affidano a imprese europee una parte decisiva della logistica e garantiscono a Mosca risorse utilizzabili per il complesso militare-industriale e per l’approvvigionamento tecnologico aggirando le restrizioni.

Al 14 settembre 2026, il divieto parziale non ha fermato gli acquisti: l’Europa resta il principale acquirente e il principale snodo del GNL di Yamal LNG, mentre i contratti ancora in vigore continuano a mantenere attivi i trasferimenti finanziari verso la Russia fino alla stretta completa prevista nel 2027.

1 Comment

  1. Non ci si può credere, l’Europa che sostiene l’Ucraina mandando miliardi alla Russia? Una contraddizione incredibile… E poi ci lamentiamo delle conseguenze! L’industria del gas è diventata una roulette russa per la nostra sicurezza. Che dire…🤔

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