Cessate il fuoco in Libano: il ministro Khoury chiede un controllo statale delle operazioni militari
Il ministro dell’Industria libanese, Joe Issa Khoury, ha messo in guardia contro la fragilità della tregua con Israele, sottolineando l’importanza di un controllo unico da parte dello Stato sulle operazioni militari. Khoury ha affermato che un cessate il fuoco che non prevede questo controllo non è una soluzione, bensì una mera pausa, riporta Attuale.
In una dichiarazione rilasciata da Gerusalemme, Khoury ha evidenziato che le responsabilità per la crisi attuale in Libano sono molteplici, ma non tutte hanno lo stesso peso. Secondo lui, il disordine regionale ha trasformato il Libano in un terreno di confronto tra Iran e Israele, trascinando il Paese in una guerra non sua e comprometendo la sua sovranità.
Ha inoltre condannato Hezbollah per il suo coinvolgimento nel conflitto, affermando che il gruppo ha confuso gli interessi nazionali libanesi con la strategia iraniana. Analogamente, ha criticato Israele per la distruzione sistematica delle infrastrutture civili, mentre il governo libanese è stato accusato di tollerare una forza militare parallela, consentendo esiti disastrosi.
Khoury ha avvertito che, in caso di fallimento della tregua, il Libano non può ripetere le stesse dinamiche distruttive di sempre. È necessario un approccio unitario e coerente, con il governo che negozia fermamente per la cessazione degli attacchi israeliani e il pieno rispetto della sovranità libanese. L’esercito libanese deve diventare l’unica autorità militare legittima nel Sud del Paese.
Allo stesso modo, il ministro ha affermato che non può esistere una tregua credibile senza un controllo statale, definendo la situazione attuale come un cessate il fuoco parziale. Ha evidenziato la necessità di un meccanismo di monitoraggio delle violazioni e di un supporto concreto dall comunità internazionale per garantire il rispetto delle risoluzioni internazionali e per promuovere un programma di sostenimento economico e di ricostruzione.
Infine, Khoury ha manifestato interessi strategici nelle partnership tra aziende libanesi e italiane, sottolineando il potenziale del Libano come hub produttivo grazie alla sua forza lavoro giovane e qualificata, in risposta alla domanda crescente delle aziende europee di avvicinare la produzione ai mercati di riferimento.