Fouzi Lekjaa entra nel PAM e si prepara a candidarsi per il governo marocchino
A fine luglio, Fouzi Lekjaa ha ufficialmente aderito al Partito dell’Autenticità e della Modernità (PAM), uno dei tre partiti della coalizione di governo del Marocco. Attualmente ministro delegato al Bilancio e presidente della federazione calcistica marocchina dal 2014, Lekjaa ha giocato un ruolo cruciale nel portare il calcio marocchino a un nuovo livello mondiale. La sua candidatura alle elezioni parlamentari del 23 settembre potrebbe portarlo a essere nominato capo del prossimo governo da re Mohammed VI, riporta Attuale.
La Costituzione marocchina consente infatti al re di scegliere il capo del governo tra i membri del partito vincente, e il PAM è ben posizionato in questo contesto. Il nuovo governo dovrà affrontare sfide significative, tra cui la preparazione per il prossimo Mondiale di calcio maschile che si terrà nel 2030 in Marocco, Spagna e Portogallo. Recentemente, il paese ha già investito circa 900 milioni di euro nell’organizzazione dell’evento, considerato fondamentale per stimolare la crescita economica e la visibilità internazionale.
Parallelamente, il Marocco sta affrontando una crescente inflazione, un aumento del costo della vita e tassi di disoccupazione elevati, specialmente tra i giovani. A fine luglio, migliaia di migranti hanno attraversato il confine per entrare nell’exclave spagnola di Ceuta, prima di tornare indietro, con l’intenzione di cercare accoglienza in Spagna e nell’Unione Europea, organizzandosi attraverso i social media.
Re Mohammed VI sembra aver individuato in Lekjaa un giovane leader capace di gestire la situazione complessa del paese. Il primo ministro uscente, Aziz Akhannouch, imprenditore e miliardario a capo del Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (RNI), ha visto calare la sua popolarità, come dimostrato dalle massicce proteste del settembre scorso, durante le quali i giovani marocchini hanno accusato il governo di investire troppo in infrastrutture sportive a scapito dell’istruzione e della sanità.
Akhannouch ha già annunciato la sua intenzione di non partecipare alle elezioni di settembre, un elemento che potrebbe avvantaggiare ulteriormente Lekjaa. Con 56 anni, Lekjaa ha una carriera ricca di esperienze, avendo ricoperto in passato la posizione di direttore dell’Amministrazione fiscale, ma ha guadagnato notorietà come presidente della federazione calcistica, dove ha attuato investimenti significativi per migliorare la qualità del campionato e del settore giovanile.
Sotto la sua presidenza, il Marocco ha raggiunto risultati storici nel calcio, inclusa la quarta posizione alla Coppa del Mondo 2022, il bronzo olimpico a Parigi 2024 e il successo nei Mondiali Under 20. Ha anche giocato un ruolo chiave nel reclutamento di giocatori di origine marocchina che giocano all’estero, amplificando il talento della squadra nazionale.
In vista del Mondiale 2030, Lekjaa dovrà garantire che le infrastrutture siano pronte, migliorare i servizi del settore turistico e coordinare la sicurezza per l’evento. Tuttavia, sarà cruciale anche gestire le risorse finanziarie in modo che una parte dei fondi sia dedicata a migliorare le condizioni quotidiane dei cittadini, che non accettano che l’attenzione si concentri unicamente sull’organizzazione del torneo.
Il PAM dovrà prima di tutto vincere le elezioni, situazione non scontata, ma la popolarità di Lekjaa e le crisi in altri partiti creano opportunità per il partito. Il Partito della Giustizia e dello Sviluppo, al governo dal 2011 al 2021, sta attraversando una crisi di consensi, mentre l’Istiqlal e l’RNI si trovano in una situazione di debolezza.
È importante notare che il Marocco non è una democrazia pienamente funzionante. Le elezioni si tengono regolarmente, ma i poteri del re rimangono molto ampi, conferendogli un ruolo centrale nelle decisioni politiche. Negli ultimi anni, questa situazione ha portato a un disinteresse crescente da parte della popolazione, evidenziato da un’affluenza alle urne in calo, specialmente tra i giovani, i quali continuano a manifestare il proprio malcontento.