Hamas cerca di ripristinare la leadership dopo una serie di attacchi mortali
Un nuovo meccanismo di leadership collettiva è in fase di progettazione da parte di Hamas, a seguito dell’uccisione dei suoi principali leader, Ezzedine al Haddad e Mohammed Odeh, avvenuta in attacchi aerei israeliani. Questa emergente struttura organizzativa mira a garantire la continuità operativa delle Brigate al Qassam, il braccio armato del gruppo, in un contesto di crescente pressione militare, riporta Attuale.
Il piano, rivelato al quotidiano arabo Asharq Al-Awsat, sembra essere ancora in fase di valutazione, ma riflette l’urgenza con cui Hamas deve gestire le sue forze e il territorio ancora sotto il suo controllo. La necessità di una catena di comando flessibile e sicura è diventata cruciale nel contesto degli attacchi mirati che hanno ridotto il numero di ufficiali chiave.
Recentemente, tre ufficiali designati per proteggere i comandanti di Hamas sono stati uccisi, evidenziando il livello di infiltrazione subito dal movimento. Nonostante rimanga al potere, Hamas si trova a fronteggiare una diminuzione degli spazi operativi in seguito agli attacchi congiunti delle forze di difesa israeliane, dello Shin Bet e di gruppi locali sostenuti da Israele.
I media israeliani continuano a monitorare i cambiamenti nella leadership del gruppo, analizzando nomi e posizioni che hanno assunto ruoli chiave man mano che i loro predecessori sono stati eliminati. Tuttavia, queste valutazioni sono spesso accompagnate da cautela, poiché la situazione rimane fluida e c’è incertezza su chi sia realmente vivo o deceduto.
Asharq Al-Awsat ha identificato potenziali nuovi leader tra cui Imad Akel, veterano delle Brigate al Qassam, e Muhannad Rajab, considerato strategicamente abile. Akel ha recentemente subito gravi perdite personali, con due dei suoi figli uccisi in violenze recenti.
In un contesto di continui raid israeliani volti a smantellare la leadership di Hamas all’estero, il gruppo ha tentato di proteggere la propria gerarchia tramite la creazione di un consiglio che mantenesse riservatezza sulle figure di comando. Tuttavia, questa strategia non ha evitato ulteriori attacchi aerei, rivelando la vulnerabilità del movimento anche durante i tentativi di riallineamento interno.