I droni ucraini colpiscono San Pietroburgo, la città natale di Putin

04.06.2026 07:55
I droni ucraini colpiscono San Pietroburgo, la città natale di Putin

San Pietroburgo è stata colpita ieri da droni ucraini, un evento che segna un punto di svolta simbolico e strategico nella guerra in corso. La città, cuore e origine del potere di Vladimir Putin, ha subito attacchi inaspettati che evidenziano vulnerabilità del regime russo di fronte alla resistenza ucraina. Questa azione odierna non è solo un attacco diretto, ma un segnale di sfida da parte dell’Ucraina, che sembra voler riaffermare la propria sovranità e determinazione, riporta Attuale.

Putin è nato e cresciuto in un appartamento comunale di San Pietroburgo, dove la sua infanzia è stata segnata da difficoltà economiche e lotte quotidiane. L’incidente di un incontro con un topo, descritto nella sua autobiografia, gli insegnò una lezione di vita che ha sempre tenuto a mente: mai mettere qualcuno in un angolo. Oggi, la sua stessa città è stata attaccata, dimostrando che la guerra ha raggiunto anche la sua residenza personale.

Addio Lenin

San Pietroburgo è stata il punto di partenza della carriera di Putin, dove creò legami che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita. Da giovane, decise di unire il suo destino con il KGB e, alla caduta dell’Unione Sovietica, si trovò sulla soglia di una nuova avventura politica, grazie al sindaco Anatoly Sobchak, sotto la cui ala avrebbe iniziato la sua scalata al potere. La riduzione del nome della città da Leningrado a San Pietroburgo fu solo un pezzo di un mosaico ben più ampio.

La «banda»

Durante il suo operato a San Pietroburgo, Putin formò un gruppo di alleati che includeva figure come Dmitrij Medvedev e Alexeij Kudrin, che avrebbero avuto un ruolo predominante nel governo russo successivo. Tuttavia, con la dichiarazione di corruzione che afflisse Sobchak, le sorti di Putin cambiarono, portandolo a Mosca e facendolo entrare nel cuore del potere russo.

Fuori dalla bolla

Putin ha sempre considerato San Pietroburgo come un rifugio, tanto da farne la sede del Forum economico internazionale. Tuttavia, gli attacchi di ieri non solo infliggono un colpo simbolico ma rappresentano una minaccia reale. La guerra ha invaso ciò che Putin ha cercato di proteggere, rivelando la fragilità e la falsità della narrazione sulla sicurezza del regime. L’illusione di un’operazione speciale si svela ora in tutta la sua vulnerabilità.

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