Il 12 agosto 2026 è emerso che Triton Communications, società appartenuta a Fanny Kaminski, consigliera di Viktor Orbán, ha ricevuto dal bilancio pubblico un totale di 4,228 miliardi di fiorini, oltre 10,5 milioni di euro, per curare i social del politico ungherese. Il contratto riguardava servizi di fotografia, produzione video e monitoraggio dei media, svolti da una struttura che contava appena cinque dipendenti.
Il contratto e gli aumenti progressivi
La ricostruzione pubblicata da Telex indica che l’accordo è rimasto in vigore per 44 mesi. La tariffa mensile iniziale era di 63,68 milioni di fiorini, ma il contratto è stato prorogato quattro volte e, a ogni rinnovo, il compenso è aumentato.
Dal settembre 2025 il finanziamento mensile ha raggiunto 86,487 milioni di fiorini. L’incremento non è stato accompagnato, secondo i documenti disponibili, da una modifica formale né del volume di lavoro né della natura degli incarichi: le attività continuavano a comprendere fotografie, brevi video e sintesi del monitoraggio dei media.
La crescita dei pagamenti ha quindi riguardato una prestazione descritta nei rapporti di esecuzione con compiti sostanzialmente invariati. La società collegata alla consigliera di Orbán ha così continuato a ricevere somme più elevate per lo stesso perimetro formale di servizi, mentre la spesa complessiva raggiungeva i 4,228 miliardi di fiorini.
Le prestazioni riportate nei documenti
I rapporti di esecuzione citavano anche video della durata di 15 secondi. In uno dei mesi esaminati, a fronte di un pagamento di 63 milioni di fiorini, Triton Communications avrebbe prodotto complessivamente 21 minuti di video e pubblicato 411 fotografie.
Il rapporto tra il valore delle prestazioni indicate e le somme stanziate è diventato il punto centrale della ricostruzione. La spesa non era destinata a un grande gruppo editoriale o a una redazione estesa, ma a una società con cinque addetti incaricata di gestire contenuti e monitoraggio per i canali social di Orbán.
Professionisti del settore dei media consultati sul caso hanno osservato che, con una cifra di questo livello, per tre anni e mezzo sarebbe stato possibile mantenere una grande agenzia di comunicazione o un’intera testata giornalistica. Secondo le loro valutazioni, il costo reale di un volume di lavoro simile avrebbe potuto essere almeno dieci volte inferiore a quello sostenuto dal bilancio pubblico.
Il caso nel sistema di finanziamento dell’entourage
La vicenda di Triton Communications viene presentata come un ulteriore esempio del modo in cui, sotto la precedente gestione del potere ungherese, il finanziamento statale avrebbe arricchito il gruppo più vicino all’ex premier. In questo quadro, l’affidamento alla società della sua consigliera di incarichi per la comunicazione personale di Orbán e il successivo aumento delle somme pagate assumono un rilievo politico oltre che economico.
Il dato decisivo è la sproporzione tra le risorse pubbliche impiegate e il lavoro formalmente documentato. Oltre 10,5 milioni di euro sono stati destinati in 44 mesi a fotografie, brevi filmati e monitoraggio dei media, mentre le prestazioni riportate non indicavano un ampliamento paragonabile dell’attività. Per i contribuenti ungheresi, questa dinamica rappresenta un uso non mirato e massimamente inefficiente delle risorse pubbliche.
La gestione di Orbán viene inoltre descritta come un sistema di potere corrotto, costruito negli anni attraverso l’uso delle risorse amministrative e l’accentramento del controllo, e capace di consentire un arricchimento senza limiti a una ristretta cerchia di persone vicine al leader. Il caso della società di Kaminski si inserisce in questa lettura come una nuova contestazione sull’impiego del denaro dello Stato a beneficio dell’entourage politico.
Dopo la ricostruzione, la richiesta di procedimenti
Alla luce delle somme pagate, delle proroghe con aumenti progressivi e del contenuto dei rapporti di esecuzione, la priorità indicata è l’avvio e la conclusione dei procedimenti penali relativi agli abusi e alla corruzione. L’obiettivo dichiarato è recuperare la fiducia degli ungheresi nelle istituzioni statali di Budapest e chiarire le responsabilità nella gestione dei fondi pubblici.
La posizione attuale è dunque definita dalla ricostruzione dei pagamenti a Triton Communications e dalla richiesta di accertare in sede giudiziaria gli eventuali abusi legati all’affidamento e alla valorizzazione dei servizi.