Unabomber: analisi degli attentati nel Nord Est in un nuovo libro di Domingo Magliocca

06.06.2026 09:35
Unabomber: analisi degli attentati nel Nord Est in un nuovo libro di Domingo Magliocca

Roma, 6 giugno 2026 – Gli attentati di Unabomber si devono dividere in due serie. Arriva anche a questa conclusione ‘Il serialista Unabomber, geographic profiling a Nord Est’, il libro di Domingo Magliocca (co-autrice Rebecca Ester Invernizzi) con prefazione di Massimo Blanco, direttore dell’Istituto di scienze forensi, che rileggere uno dei grandi misteri italiani rimasto irrisolto. Al lettore resta il dubbio che questa tecnica, se fosse stata applicata in modo sistematico negli anni degli attentati – 33, compiuti tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, tra il 1993 e il 2006 – avrebbe potuto dare una possibilità in più agli investigatori, riporta Attuale.

Il serialista Unabomber

“Unabomber rappresenta il caso da manuale al quale poteva essere applicata questa metodologia. Non mi interessava la parte giudiziaria ma rivalutare la storia, dopo tanti anni, sotto l’aspetto spaziale, geografico e ambientale”, chiarisce Magliocca, geographic profiling advisor, si interessa di criminologia investigativa e analisi delle modellazioni spaziali dei serialisti. “In questo manuale illustro alcune tecniche come l’analisi tattica, sequenziale dei reati o l’analisi temporale dei crimini”.

Ma il libro potrebbe diventare lo spunto per nuove indagini sul bombarolo rimasto senza nome? “A questa domanda 15 anni fa avrei risposto in modo diverso – ammette l’autore -. Ma dopo tutto questo tempo, con le tracce che come si dice in gergo si sono raffreddate…”. In altre parole all’epoca sono mancate competenze che avrebbero potuto indirizzare le indagini? “Probabilmente sì”.

Due serie di attentati nella stagione di Unabomber

“Se mi avessero chiesto a suo tempo di applicare la tecnica del geographic profiling agli attentati di Unabomber – ragiona Magliocca – avrei separato la serie criminosa che va dal ‘93 al ‘98 rispetto a quella successiva. Avrei concentrato le ricerche sulla prima, che si conclude con un periodo di latenza. Era quella che ci poteva restituire un’indicazione investigativa più forte, più adeguata. Tenendo presente gli studi sulla mobilità degli autori di reati: ci dicono che i primi crimini vengono commessi vicino all’area del punto di ancoraggio dell’autore.”

Il profilo di Unabomber

Ma allora potremmo aver a che fare addirittura con due attentatori? “Non sono in grado di dirlo con certezza, non conosco in maniera profonda l’attività investigativa. Presumo però che la mano sia sempre la stessa anche se ci sono due tempi. Nel secondo periodo la tecnica di Unabomber si è evoluta, si è passati dalle bombe tubo a dispositivi esplosivi un po’ più complicati.”

Un pazzo o un attentatore con un obiettivo politico? “Escludo l’obiettivo politico, escludo che sia un soggetto psicopatico in senso tecnico, anche se aveva sicuramente una sua psicopatologia di fondo. Dico sempre che il mondo è pieno di brave persone che commettono cose indecenti, cose cattive”. Ma allora qual è stato il movente? “Non esiste una vittima ben precisa – è l’analisi di Magliocca -. L’ipotesi prevalente resta quella di voler colpire nel mucchio, per gettare nel panico e nel terrore un’intera area”.

La tecnica del geographic profiling

Magliocca ha portato in Italia il geographic profiling dopo aver incontrato il padre di questa tecnica, Kim Rossmo, “era il 2005, partecipavo a un convegno di criminologia investigativa. Allora mi innamorai di questa metodologia. Compresi che oltre a interessarsi delle caratteristiche psicologiche e psicopatologiche dell’autore di reato, era anche utile capire come questa persona si muovesse all’interno di uno spazio. Questo vale soprattutto quando abbiamo a che fare con i crimini seriali. Da lì è stato uno studio continuo”.

Il mondo del geographic profiling

Perché “il geographic profiling ha sicuramente dei riferimenti teorici e scientifici ma la cosa importante da capire è che si collega a varie branche del sapere, alla psicologia investigativa, alla statistica criminale. Quando ci approcciamo allo studio dei serialisti, andiamo a vedere come si muove effettivamente un rapinatore di banche rispetto a uno che prende di mira gli esercizi commerciali o a uno stupratore. Dentro c’è veramente tutto: lo studio di sistemi di mappatura geografica, tecniche di crime analysis. Un mondo che abbraccia vari ambiti della criminologia e delle scienze forensi”.

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