Politica Kosovara in Stallo: Albin Kurti si Impegna a Formare il Governo
Il Kosovo si trova in una crisi politica senza precedenti da febbraio 2025, con l’ex alleato Vjosa Osmani ora rivale di Albin Kurti. Dopo tre elezioni in diciotto mesi, Kurti, confermato premier con il 43%, promette di formare un governo nonostante le difficoltà, riporta Attuale.
Alla chiusura delle urne, il partito di Kurti, Vetëvendosje, ha ottenuto il 42%, mentre Osmani, leader uscente, si è fermata al 18%. Questa situazione non basta per consentire al nuovo Parlamento di eleggere un nuovo capo di Stato, un passaggio essenziale per la governabilità del Paese.
Si tratta dell’impasse più grave dal 2008, anno in cui il Kosovo ha dichiarato l’indipendenza dalla Serbia. Le elezioni di febbraio 2025 e le seguenti non hanno generato un governo funzionante e hanno già avuto ripercussioni negative sull’economia e sui rapporti con l’Unione Europea, mentre il Kosovo cerca di candidarsi per entrare in UE e NATO.
Il calo dell’affluenza alle urne, che si attesta al 36,5% rispetto al 44,5% di dicembre, evidenzia una crescente sfiducia degli elettori. Attualmente, sono in fase di scrutinio anche i voti espressi dalla diaspora, che conta circa 120 mila elettori.
Il futuro della presidenza di Vjosa Osmani è incerto, con il suo mandato che scade ad aprile 2026. Kurti e il suo partito hanno negato i voti per il rinnovo del suo incarico, definendola “divisiva” e con “ambizioni personali”. Per eleggere un nuovo capo di Stato, saranno necessari i voti di 80 parlamentari su 120. Nel frattempo, Kurti sta aumentando le tensioni nel nord del Paese, dove ha intrapreso misure drastiche che hanno attirato critiche sia dagli Stati Uniti che dall’UE.
Osmani, d’altro canto, ha cercato di rafforzare la posizione del Kosovo nel contesto internazionale, facendo aderire il Paese al Board of Peace creato da Trump, ma si trova ora in una posizione difficile dopo l’esito delle elezioni. La prospettiva che il Kosovo si rechi verso una concentrazione di potere si fa sempre più concreta, a meno che l’opposizione non riesca a unirsi per formare una maggioranza, un’eventualità poco probabile secondo gli analisti.