Trieste, 8 giugno 2026 – Caso Resinovich: il 8 giugno 2026 i tre periti incaricati undici mesi fa – il 8 luglio 2025 – avrebbero dovuto consegnare i risultati del loro lavoro. Tuttavia, hanno richiesto e ottenuto una nuova proroga, la seconda, di 90 giorni. Di conseguenza, le conclusioni slittano dunque a ottobre. L’inchiesta, aperta nel 2025 per omicidio, vede come unico indagato il marito di Lilly, Sebastiano Visintin, 77 anni, riporta Attuale.
I tempi del caso Resinovich
L’analisi – che include abiti, coltelli e un braccialetto della vittima – era iniziata l’8 settembre 2025 e doveva concludersi a gennaio, dopo 120 giorni. Alla scadenza, era stata richiesta una prima proroga, rinviando ulteriormente i termini.
Le parole del fratello di Lilly, Sergio Resinovich
Sergio Resinovich esprime la sua amarezza: “Tempi profondamente patologici, ormai irragionevoli, che difficilmente potranno restituire una giustizia definitiva a Liliana”, afferma attraverso i social il suo legale, Nicodemo Gentile.
“Rischio di non avere una giustizia definitiva”
Interrogato sull’eventualità che la morte di Lilly resti un mistero, l’avvocato Gentile risponde che “c’è sicuramente il rischio che non si arrivi a dare a Liliana una giustizia definitiva”. Sottolinea l’importanza di tempi ragionevoli per le indagini, che non devono dimenticare la realtà emersa dal fascicolo e devono considerare anche il problema dell’età e del possibile decadimento cognitivo delle persone coinvolte. Aggiunge che a parlare di omicidio non siamo solo noi, ma anche la consulente del pm Cristina Cattaneo, la quale già dal 2025 ha avanzato ipotesi simili.
Cosa devono fare i periti sul caso Resinovich
I tre periti hanno 13 quesiti ai quali rispondere. Tra i compiti, si prevede l’estrazione del DNA dalle fibre vegetali presenti sul cordino trovato attorno al collo di Lilly e l’esame di forbici e coltelli sequestrati all’indagato. Lo studio su formazioni pilifere rinvenute e un’analisi delle suole delle scarpe indossate da Liliana rientrano tra le richieste. Infine, si segnala l’analisi Ngs suggerita dalla stessa Cattaneo, una tecnologia avanzata per test genetici.
Le indagini sul caso Resinovich
L’indagine sulla morte di Liliana Resinovich, avviata nel 2021 come sequestro di persona dopo la denuncia di Visintin, ha preso una nuova direzione grazie alla consulenza della Dottoressa Cattaneo, i cui risultati sono stati comunicati nella notte tra il 28 febbraio e il 1 marzo 2025. L’anatomopatologa ha formulato l’ipotesi di un omicidio avvenuto il 14 dicembre cinque anni fa, affermando con alta probabilità che il corpo non fosse mai stato spostato dal boschetto dell’ex manicomio, dove è stato trovato il 5 gennaio 2022. La procura continua a indagare su Visintin, dopo che la richiesta di archiviazione per suicidio presentata nel febbraio 2023 era stata respinta dal giudice.
La tomba di Liliana Resinovich
Sergio Resinovich condivide che sono già morte due persone collegate al caso. “Non so niente e non so cosa fare – confida -. Intanto, un assassino gira indisturbato”. La sua unica consolazione è aver riportato Liliana a casa, nel cimitero di Sant’Anna. “I suoi resti sono rimasti per troppo tempo nel frigorifero della medicina legale” aggiunge. La lapide della povera Lilly ora riporta come data di morte il 14 dicembre 2021. Sergio esprime il desiderio di riunire i resti di Lilly con quelli dei suoi genitori quando non saranno più necessari per ulteriori accertamenti, affinché possano “riposare insieme, come volevano”.