Elezioni in Russia: esclusioni e slogan bizzarri nel contesto di un voto sotto il controllo del Cremlino

17.09.2026 07:35
Elezioni in Russia: esclusioni e slogan bizzarri nel contesto di un voto sotto il controllo del Cremlino

Inizio delle elezioni per rinnovare la Duma, sotto la regia del Cremlino

Al via le elezioni per rinnovare la Duma, che si svolgeranno dal 17 al 20 settembre, con una situazione già definita come «elezioni senza scelta», un ecosistema consolidato negli ultimi vent’anni. Sergey Kirienko, esponente del Cremlino, si trova a dover gestire un delicato equilibrio per soddisfare i sostenitori del partito Russia Unita, pilastro del potere di Vladimir Putin, e distribuire loro le briciole, riporta Attuale.

L’esclusione del partito Jabloko dalle liste proporzionali ha complicato ulteriormente la situazione. Secondo gli ultimi sondaggi, il partito pacifista avrebbe potuto ottenere un sorprendente 24,6%. Di conseguenza, anche nei collegi uninominali, si sono verificati repulisti significativi. A Chelyabinsk, un candidato è stato escluso per aver utilizzato un’opera d’arte di Banksy, mentre un altro è stato rimosso per una citazione di Andrej Gromyko che affermava: «Meglio dieci anni di negoziati che un solo giorno di guerra». A San Pietroburgo, ogni riferimento alla «pace», alla «libertà» e alla «vita» è stato considerato inaccettabile.

Tuttavia, nonostante i vari tentativi di smantellare l’opposizione, le elezioni si rivelano un utile indicatore per il governo, permettendo di comprendere il livello di malcontento tra la popolazione e le reazioni delle diverse fasce demografiche. Putin ha sottolineato che si vota «in piena conformità alla Costituzione» e ha affermato che il risultato sarà una «risposta a chi cerca di indebolire la Russia».

Le promesse elettorali da parte dei candidati di Russia Unita abbondano, incluse proposte irrealistiche come «più rifugi antiaerei e antidroni per tutti» o la costruzione di città da tre milioni di abitanti «in soli tre anni». Il panorama politico rimane complesso, con un incremento di partiti satelliti e una strategia mirata a ridurre il peso dei comunisti, secondi classificati alle ultime elezioni con il 19,9%.

In questo contesto stagnante, il partito di governo può mantenere un’apparente sobrietà. Il suo slogan ufficiale, «Per la stabilità! Un Paese forte per gente forte», è affiancato da video di celebrità che sostengono la causa, mentre il ministro degli Esteri Sergey Lavrov dichiara: «Chi viene da noi con la spada non aspetti clemenza», ribadendo il consolidamento della narrazione di un Russia unita e forte, anche prima dell’inizio ufficiale delle elezioni.

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