Risultati elettorali in Svezia: il centrosinistra prevale di un seggio
Il centrosinistra in Svezia ha ottenuto un seggio in più rispetto al centrodestra nelle elezioni di domenica, con i Socialdemocratici guidati da Magdalena Andersson, ex premier, che hanno conquistato il 28% dei voti. Le tre formazioni che supportano Andersson, ovvero la Sinistra (8,3%), i Verdi (6,1%) e i Centristi (7%), le consentono di ottenere una maggioranza pari a 175 seggi, uno in più rispetto ai 174 del centrodestra. Ora spetta a Andersson il compito di formare un nuovo governo, riporta Attuale.
Il centrodestra, attualmente rappresentato dal governo di Ulf Kristersson e dai Moderati, che hanno ottenuto il 19,9% e sono il secondo partito, non ha quindi la maggioranza. I Democratici svedesi, un partito di ultradestra, si sono posizionati third con il 17%. Oltre a questi, il supporto è fornito dai Cristiano-democratici (6,2%) e dei Liberali (5,3%), uniti in un accordo noto come “patto del Tidö”.
La campagna elettorale è stata dominata dai Democratici svedesi, i quali, contrariamente alle tendenze passate, hanno perso consensi per la prima volta dal 1988. Gli analisti attribuiscono questa flessione alla crescente disponibilità dei partiti moderati ad affrontare temi di immigrazione rigidi, spingendo l’elettorato verso alternative più moderate.
Futuro incerto per la maggioranza: Andersson non ha stabilito alcun accordo di governo prima delle elezioni. I suoi alleati principali, inclusi i Centristi, hanno già escluso di formare un governo con i partiti di Sinistra, il che complica ulteriormente la situazione. In questo contesto, il dibattito sui cosiddetti “confini rossi” ha acquisito rilevanza, visto che ogni partito ha chiarito con i propri elettori quali alleanze sono accettabili o meno.
Alcuni media nazionali suggeriscono che un ritorno alle urne non è da escludere, anche se appare improbabile, e che una coalizione di governo ampia rappresenta una possibilità remota. Le trattative hanno già preso il via, con Kristersson che sta cercando di attrarre i Centristi in una coalizione, ma potrebbe trovarsi costretto a sacrificare i suoi alleati di ultradestra, con i quali i Centristi non vogliono collaborare.