Crisi politica in Sicilia: Schifani convoca la giunta, incertezza sul futuro e possibile voto anticipato

07.10.2026 15:15
Crisi politica in Sicilia: Schifani convoca la giunta, incertezza sul futuro e possibile voto anticipato

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha convocato per domani la giunta regionale a Palazzo d’Orleans, a Palermo, dove potrebbe annunciare le dimissioni, riporta Attuale. La situazione si è ulteriormente deteriorata a causa della frattura con Forza Italia, il partito del governatore, segnata dalle dichiarazioni del commissario regionale Nino Minardo, che ha espresso la necessità di una “proposta politica completamente nuova”. Questo approccio potrebbe escludere una possibile ricandidatura di Schifani alle regionali del 2027. Attualmente, i membri del partito stanno cercando di ricucire i rapporti, con un possibile chiarimento tra Antonio Tajani, Schifani e Minardo, ma senza ancora certezze o date concrete per l’incontro.

Dimissioni e voto anticipato: tempi e conseguenze

Le voci sulle dimissioni di Schifani, circolate già ieri sera, destano preoccupazione all’interno del partito. Se il presidente dovesse lasciare l’incarico, la prima finestra utile per le elezioni sarebbe il 13 dicembre, lasciando così il governo a gestire solo l’ordinaria amministrazione fino a quella data. Ciò comporterebbe l’assenza di una manovra di stabilità a fine anno e una Regione in esercizio provvisorio, con consequenti riduzioni della spesa proprio nei mesi cruciali della campagna elettorale. È importante notare anche la situazione dei deputati regionali al primo mandato, per i quali la soglia previdenziale di 4 anni, 6 mesi e 1 giorno sarà raggiunta solo a maggio 2027. Dissolversi prima dell’assemblea significherebbe interrompere la legislatura prima che molti di loro maturino il requisito per la pensione.

Le reazioni: Controcorrente chiede chiarezza in aula, la Dc difende Schifani

Dal gruppo Controcorrente è giunta la richiesta di un confronto in Aula. I deputati regionali Ismaele La Vardera, José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro hanno fatto notare che domani dovrebbe essere discussa la mini finanziaria, e hanno giudicato inaccettabile “fare finta di nulla” o, peggio, che “i parlamentari apprendano dagli social” sulla situazione. Hanno descritto l’attuale scenario come una crisi di governo in corso e hanno richiesto al presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, di convocare Schifani per una spiegazione. In assenza di tali chiarimenti, hanno minacciato di utilizzare “tutti i mezzi e strumenti parlamentari possibili” per ostacolare il voto sulla variazione di bilancio.

D’altra parte, la Democrazia Cristiana ha confermato il proprio sostegno a Schifani, con il segretario nazionale Carmelo Pace che ha elogiato il lavoro del governatore, facendo riferimento alle recenti dichiarazioni attribuite al presidente del Senato Ignazio La Russa. Fonti vicine a La Russa avevano indicato che non si è mai intromesso nelle questioni interne dei partiti, ma ha sempre apprezzato l’operato di Schifani. Pace ha sottolineato che i risultati ottenuti in termini di crescita economica e competitività dell’isola “sono sotto gli occhi di tutti” e sono stati riconosciuti da organismi economici sia nazionali che internazionali. Tuttavia, la crisi sembra essere ormai inarrestabile.

1 Comment

  1. Ma che situazione incredibile!!! La Sicilia merita di meglio, invece questi politici continuano a litigare come bambini… E se Schifani se ne va, ci ritroviamo di nuovo nel caos. Speriamo solo che non ci siano elezioni prima di Natale, sarebbe un disastro!!!

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