Contrasti nella manovra economica del governo italiano
La manovra economica ha incontrato resistenze inattese all’interno della stessa maggioranza che l’ha approvata. La Lega mira a modificare pensioni e scuola, mentre Forza Italia chiede modifiche e incita il Ministero dell’Economia a reperire i fondi necessari. I governatori, anche quelli di centrodestra, esprimono contrarietà riguardo ai finanziamenti destinati alla sanità. In questo contesto, Giancarlo Giorgetti e la Ragioneria generale, guidata da Daria Perrotta, si trovano a dover affrontare le conseguenze di decisioni collettive del governo, con Perrotta che è stata nominata dallo stesso Giorgetti, riporta Attuale.
Il governo si trova quindi in una situazione paradossale: chi è responsabile delle scelte è anche colui che le contesta. Un cambio di tono è emerso fra gli esponenti di Forza Italia, dopo i colloqui di Antonio Tajani con i rappresentanti della Cisl e della Confsal. Il partito riunisce i parlamentari e annuncia che ci saranno correzioni riguardanti la rivalutazione delle pensioni, la scuola e le pensioni delle forze dell’ordine. Tuttavia, viene aggiunto che “anche il Mef dovrebbe fare la sua parte” per reperire le necessarie coperture finanziarie, portando a un possibile scaricabarile sulle responsabilità, con il Ministro dell’Economia che dovrebbe gestire le promesse fatte dai suoi alleati. Una questione chiave è quella relativa alla pensione. La rivalutazione, limitata alle pensioni superiori a quattro volte il minimo, potrebbe far risparmiare 1,476 miliardi nel 2027, ma modificarla comporterebbe costi aggiuntivi.
Salvini esige un fondo di 850 milioni annui per il pensionamento anticipato a 64 anni, con 36 anni di contributi, noto come Quota 64. Sebbene il testo non introduca direttamente questa pensione, rinvia i relativi interventi a un’altra legge. Stando a quanto emerso, la premier sta frenando su una Quota 64 generalizzata, mentre Fratelli d’Italia sottolinea che gli accordi da rispettare sono “quelli scritti nella manovra”. Questa non è una semplice disputa di terminologie: riguarda la reale destinazione delle risorse. La questione è simile per la scuola, dove il testo prevede una riduzione di 4.925 posti di docenti e 2.049 di personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Salvini alza la voce, mentre Giuseppe Valditara, il ministro dell’Istruzione esponente della Lega, annuncia che s’impegnerà in Parlamento per annullare i tagli. Tuttavia, Valditara e Giorgetti facevano parte del Consiglio dei ministri che ha approvato il testo.