Camera discute la rimozione di tre disposizioni dalla manovra: emendamenti entro il 17 novembre

04.11.2026 17:45
Camera discute la rimozione di tre disposizioni dalla manovra: emendamenti entro il 17 novembre

La Camera propone modifiche alla manovra di bilancio: tre disposizioni sotto esame

Roma, 4 novembre 2026 – La manovra di bilancio è al centro di discussioni significative, con la commissione Bilancio della Camera che ha suggerito di stralciare tre disposizioni non pertinenti. Tra queste, l’obbligo di vendere i libri scolastici e universitari digitali a un prezzo inferiore di almeno il 50% rispetto ai formati cartacei. Vengono messi in discussione anche il riepilogo per i pazienti delle prestazioni sanitarie e le norme riguardanti il personale dei commissari post-calamità. La decisione finale sugli stralci spetta al presidente della Camera, mentre attualmente si tratta di una proposta della commissione. Questo primo passo segna l’inizio dell’analisi del testo che vale 26 miliardi, riporta Attuale.

La tempistica si fa sempre più definita: gli emendamenti devono essere presentati entro martedì 17 novembre alle 18, con un esame di ammissibilità previsto per il 23 o 24 e eventuali ricorsi il giorno successivo. Le audizioni di istituzioni, sindacati e imprese precederanno il passaggio in Aula, atteso intorno a Natale, prima di approdare al Senato per l’approvazione finale entro il 31 dicembre. Le trattative sono già avviate.

Una delle questioni più delicate riguarda il sistema previdenziale. Dopo un incontro con la Cisl di Daniela Fumarola, Antonio Tajani ha convocato la Confsal per stimare gli interventi possibili. Il leader di Forza Italia mira a ridurre il taglio della rivalutazione delle pensioni superiori a quattro volte il minimo Inps. Tuttavia, la relazione tecnica prevede un risparmio di 1,476 miliardi previsto per il 2027, rendendo anche le correzioni parziali costose. I sindacati dovranno fornire un emendamento con la necessaria copertura finanziaria.

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha sottolineato che le modifiche all’Irpef e alle pensioni sono possibili solo se il Parlamento trova nuove coperture. L’ammontare disponibile per le modifiche nel 2027 è di soli 120 milioni, con la stessa cifra prevista per il 2028. Sono aperte questioni come la flessibilità in uscita richiesta dalla Lega, che costerebbe 850 milioni all’anno senza requisiti definiti, e l’allargamento dello sconto Irpef proposto da Forza Italia. Leo ha menzionato anche la possibilità di ridistribuire le risorse destinate all’esenzione del bollo auto, a patto che si rimanga nei limiti dei 26 miliardi. Il ministro Luca Ciriani ha lasciato la porta aperta per le correzioni, senza però avanzare promesse di spesa.

Giorgia Meloni si sta attivamente occupando della manovra. A Palazzo Chigi ha incontrato Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, in un colloquio descritto come “franco e costruttivo” riguardo a industria, fisco ed energia. Gli imprenditori chiedono di estendere l’iperammortamento dal 2028 al 2029, argomentando che due miliardi di costo pubblico hanno generato oltre otto miliardi di investimenti. Si discute anche di una Zes estesa a tutto il territorio nazionale, contratti di sviluppo più rapidi e agevolazioni per incentivare la crescita delle imprese attraverso aggregazioni.

Tuttavia, la questione energetica resta la priorità industriale. Orsini propone di disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas e di accelerare l’approvazione per le rinnovabili. Suggerisce inoltre di finanziare nuovi incentivi attraverso una tassazione al 5% della rivalutazione dei beni aziendali e di mobilitare 20-25 miliardi di risparmio privato per un piano di crescita post-Pnrr. Questi rimangono suggerimenti, non accordi: l’incontro segna principalmente la direzione in cui Confindustria desidera orientare il lavoro parlamentare.

La questione con le Regioni riguardante la sanità continua a farsi più seria: si richiedono maggiori risorse e meno restrizioni alle assunzioni. Il governatore dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha addirittura minacciato un ricorso alla Consulta se la manovra non dovesse cambiare, mentre il governo rivendica 146,3 miliardi per il Fondo sanitario nel 2027. Per quanto riguarda il settore scolastico, il ministro Valditara ha annunciato l’intenzione di eliminare il taglio di quasi settemila posti tra insegnanti e personale amministrativo.

Le richieste continuano ad aumentare, ma Giorgetti considera intoccabili i saldi. La prima selezione si concentrerà su ciò che potrà rimanere nella manovra; la seconda, più difficile, riguarda chi avrà le risorse per apportare cambiamenti.

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