Riduzione dell’Irpef e indicizzazione delle pensioni: il confronto tra governo e sindacati
Il governo italiano è sotto pressione a causa del dibattito politico sulla manovra economica, che prevede la riduzione dell’Irpef grazie a maggiori contributi richiesti a banche e assicurazioni. Tuttavia, questo risparmio fiscale potrebbe non essere sufficiente per compensare la ridotta rivalutazione delle pensioni, un tema di forte discussione con i sindacati, riporta Attuale.
Durante un incontro con il vicepremier Antonio Tajani, la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha sottolineato le difficoltà degli anziani nel far fronte al rincaro dei prezzi, chiedendo di evitare che siano i pensionati del ceto medio a sostenere il costo delle misure di bilancio.
Tajani ha ribadito che Forza Italia valuterà eventuali modifiche nella fase parlamentare, nonostante i vincoli di bilancio. Fra le proposte, un sistema previdenziale dedicato alle forze dell’ordine e l’estensione dell’aliquota Irpef al 33% per redditi fino a 55 mila euro.
La stretta sui trattamenti previdenziali riguarda gli assegni superiori a quattro volte il minimo, mentre i tagli Irpef interessano redditi oltre i 50 mila euro. Circa 1,15 milioni di pensionati potrebbero vedere annullato il beneficio fiscale.
Il peso dell’inflazione sul risparmio
Secondo le stime, il nuovo sistema di indicizzazione delle pensioni potrebbe portare notevoli perdite rispetto al recupero dell’inflazione. Esempi mostrano che per redditi pensionistici di 50 mila euro, le perdite annue potrebbero raggiungere i 797,60 euro.
La manovra prevede un risparmio di circa 2,6 miliardi per lo Stato, basandosi su un’inflazione stimata del 2,8%. Tuttavia, l’inflazione reale ha superato queste previsioni, sollevando preoccupazioni tra pensionati per la perdita di potere d’acquisto.
La Uil Pensionati evidenzia che il nuovo sistema riconosce il pieno recupero dell’inflazione solo per assegni fino a quattro volte il minimo. Le perdite annue potrebbero variare da 144,17 a 1.314,17 euro a seconda del reddito pensionistico.
Critiche e richieste sindacali
I sindacati, tra cui la Uil Pensionati, criticano i sacrifici imposti e chiedono di modulare il prelievo fiscale invece di colpire gli assegni pensionistici. Con un bacino di circa 16 milioni di pensionati, insistono su modifiche durante l’iter parlamentare.
In una società sempre più anziana e con crescenti difficoltà economiche, i sindacati si oppongono all’idea di considerare gli anziani come una risorsa per finanziare la manovra, chiedendo invece un aggiustamento che non vanifichi il sostegno al ceto medio.