L’arresto di Irene Miller, avvenuto il 23 ottobre in Florida, ha suscitato un intenso dibattito negli Stati Uniti riguardo al «free-range parenting», un approccio educativo che promuove l’indipendenza dei bambini. Miller, una fotografa di 50 anni, è accusata di negligenza nei confronti di minori dopo aver lasciato i suoi quattro figli—di età compresa tra i 9 e i 14 anni—da soli a casa mentre si trovava in viaggio di lavoro a Las Vegas, riporta Attuale.
Il 18 ottobre, Miller ha preso il volo per Las Vegas, mentre i suoi figli erano in sua custodia. Il 21 ottobre, uno dei bambini ha contattato il numero di emergenza 911 per segnalare un infortunio alla testa del fratello minore provocato da un manubrio da palestra. Le autorità sono state così allertate.
Dopo il rientro di Miller all’aeroporto di Orlando, gli agenti hanno proceduto al suo arresto. Secondo quanto riportato dall’ufficio dello sceriffo della contea di Osceola, la donna stava affrontando un divorzio con il padre dei bambini e aveva assunto una babysitter, la cui responsabilità si limitava ad aiutare i ragazzi a prepararsi per la scuola, senza che fosse previsto il pernottamento.
Il bambino ferito è stato trasportato in ospedale e dimesso, mentre i quattro ragazzi sono stati affidati al padre, che non era a conoscenza della situazione. È importante notare che il padre aveva precedentemente ricevuto accuse di percosse nei confronti di Miller, risultando in un ordine restrittivo contro di lui.
Dopo aver trascorso un breve periodo in carcere, Miller è stata rilasciata. In Florida, la negligenza nei confronti di minori può comportare fino a cinque anni di carcere e sanzioni pecuniarie fino a 5.000 dollari, oltre a possibili restrizioni sulla custodia dei figli.
Il caso di Miller riaccende la discussione sull’interpretazione della negligenza e su cosa significhi realmente «free-range parenting». Negli Stati Uniti, negli ultimi anni, altri genitori sono stati arrestati per situazioni analoghe. Un caso recente vedeva Brittany Patterson, arrestata dopo che uno dei suoi figli di dieci anni è stato visto da solo in un negozio nei pressi della loro abitazione.
In Florida, la legislazione è diventata più permissiva in merito al concetto di negligenza, richiedendo che ci siano prove di un reale pericolo per la salute e la sicurezza del minore. Queste misure riflettono l’influenza del movimento free range parenting, che ha portato circa tredici stati americani ad adottare leggi miranti a proteggere la libertà dei genitori che scelgono di lasciare i propri figli liberi di muoversi autonomamente.
Cosa dice la legge in Italia
Il fenomeno del «free range parenting» sta guadagnando attenzione anche in Italia, dove i dati sugli spostamenti autonomi dei minori mostrano che il nostro paese occupa un posto marginale in Europa. In Italia, l’abbandono di minori è normato principalmente dall’articolo 591 del Codice penale, fissando la soglia per la responsabilità a 14 anni.
Affinché si configuri la negligenza, è necessario dimostrare che il tutore abbia consapevolmente messo il minore in una situazione di pericolo. Di fatto, la normativa non vieta di lasciare i bambini a casa per brevi periodi di tempo ma punisce chi li abbandona in condizioni di rischio.
In Italia, è consentito che un bambino torni a casa da solo dopo scuola, sempre seguendo precise linee guida legali che considerano l’età, il livello di autonomia e il contesto. Recentemente, questo tema è emerso in relazione a casi tragici, come quello di Alessia Pifferi, condannata per l’abbandono della figlia di diciotto mesi.