La destra italiana teme l’effetto domino dopo la sconfitta di Trump

05.11.2026 03:05
La destra italiana teme l'effetto domino dopo la sconfitta di Trump

Il centrodestra italiano si interroga dopo la sconfitta di Trump

Con il crollo della Trump tower della destra americana, il panorama politico italiano si trova a fronteggiare incertezze mai viste. Nessun esponente sovranista sembra disposto a sostenere The Donald, e i simpatizzanti trumpiani sembrano ora in un profondo letargo. Si è aperta così l’era post Trump, con il centrodestra italiano che si prepara a navigare in acque agitate, riporta Attuale.

Giorgia Meloni ha commentato la situazione esprimendo rispetto per “la volontà del popolo americano” e sottolineando che “i rapporti non cambiano”. A conferma di ciò, ricordiamo che circa 250 dei 650 miliardi di export italiano trovano negli Stati Uniti un partner privilegiato, nonostante le tensioni commerciali. La leader di FdI si era già distinta nel 2021, non criticando Trump dopo l’assalto a Capitol Hill, ma ora sembra ritrarsi dopo aver risposto duramente alle offese del presidente americano durante il G7 dello scorso giugno: “Sono allibita, io e l’Italia non imploriamo mai”. Da allora, i rapporti tra i due sembrano essersi ghiacciati.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha tentato di minimizzare le conseguenze elettorali, dichiarando che “l’esito potrebbe addirittura favorire Meloni”. Tuttavia, il timore crescente a Palazzo Chigi è che la sconfitta del tycoon sconfitto possa avere ripercussioni sul centrodestra italiano, specialmente se Trump dovesse adottare decisioni drastiche, come un ritiro repentino da Kiev, portando l’Europa, e in particolare l’Italia, a sobbarcarsi ulteriori oneri economici. Un ipotetico attacco all’Iran potrebbe altresì aggravare la crisi energetica, aumentando il costo della vita e provocando proteste nelle settimane cruciali della manovra economica e della campagna elettorale, che si avvicina a grandi passi in questo 2025.

Con il passare dei mesi, il panorama repubblicano americano è diventato sempre più imprevedibile per Roma. Da quest’estate, il centrodestra italiano ha scelto la strada del silenzio, evitando di schierarsi a favore dell’ex presidente, in parte per non associarsi a una sconfitta attesa e in parte per non compromettersi con un leader ritenuto rischioso. Trump, infatti, ha contribuito a innescare una guerra disastrosa a Teheran, promettendo un cambio di regime ma provocando invece un shock energetico del decennio. Il modello Maga ha perso appeal, e l’idea di un’alleanza consolidata del centrodestra si è ridimensionata, rivelando che l’europeismo sta diventando più vantaggioso per i nazionalisti italiani rispetto a un atlantismo dominato da falchi e guerrafondai.

Questo ha generato un fuggi fuggi generale tra i principali esponenti del centrodestra. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha affermato che “non siamo mai stati trumpiani e neanche Meloni è una Maga; siamo conservatori”. Anche Matteo Salvini, dopo aver abbracciato la figura di Trump, ora riconosce che “se perdi nelle tue roccaforti non è solo questione di candidati: il carovita ha pesato e i repubblicani avevano votato per impedire conflitti che invece sono aumentati”. Non da ultimo, Roberto Vannacci ha avvertito i leader del centrodestra che, se non intendono affrontare un destino simile, sarebbe opportuno considerare un patto elettorale con lui.

1 Comment

  1. Non ci posso credere, la destra italiana si era aggrappata a Trump come un salvagente! Ora si ritrovano nel disastro più totale… Meloni deve davvero ripensare la sua strategia, perché l’aria è cambiata e il popolo è stanco di promesse non mantenute. E poi, che dire di La Russa, che ancora cerca di minimizzare tutto? La realtà è che sono tutti in giro a cercare di salvare la faccia… ma sarà difficile.

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