Fiji dichiara stato di emergenza per l’aumento dei casi di HIV
Le isole Fiji hanno ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza nazionale a causa di un preoccupante incremento dei casi di HIV, con stime che indicano una persona adulta su 60 affetta dal virus, un dato in netta inversione rispetto al trend globale di riduzione delle infezioni, riporta Attuale.
Nel 2025, il numero totale di individui risultati positivi al virus ha raggiunto 2.060, segnando un aumento senza precedenti rispetto agli anni precedenti. Tra questi, ben 59 neonati hanno contratto il virus. Le morti associate all’HIV nello stesso anno ammontano a 117, un incremento significativo rispetto alle 25 registrate nel 2021.
Il ministro della Salute fijiano, Atonio Lalabalavu, ha espresso grave preoccupazione per l’epidemia, sottolineando che solo il 22% delle persone sieropositive ha accesso ai trattamenti antiretrovirali, rendendo molto più difficile il contenimento della malattia. Renata Ram, consulente di UNAIDS per le Fiji, ha dichiarato che ci sono ancora molte persone sieropositive non testate e ignare del loro stato, aumentando il rischio di ulteriori contagi.
L’aumento dei casi di HIV è correlato anche alla crescente diffusione di pratiche rischiose, come la condivisione di siringhe tra consumatori di droga, in particolare metanfetamina. La difficoltà di ottenere siringhe sterilizzate e la pratica del “bluetoothing”, che implica la condivisione del sangue tra tossicodipendenti, contribuiscono ulteriormente all’epidemia.
Oltre ai problemi legati all’uso di droghe, la società fijiana affronta un forte stigma sociale riguardo all’HIV. Essendo una nazione con profonde radici religiose, discutere apertamente di sesso e tossicodipendenza è estremamente delicato, portando molti a evitare test e trattamenti per paura di essere discriminati.
In risposta alla crisi, il governo ha annunciato un piano d’azione che include la distribuzione gratuita della profilassi pre-esposizione (PrEP) e delle siringhe sterili. Lalabalavu ha esortato i cittadini a superare le loro paure e a sottoporsi ai test per HIV prima dell’insorgere di sintomi e complicazioni.
Mah, che situazione allucinante! È triste vedere un aumento così drastico dei casi di HIV, specialmente in un posto che dovrebbe essere un paradiso. Non posso credere che solo il 22% abbia accesso ai trattamenti… In Italia abbiamo comunque delle problematiche, ma qui sembra davvero critico. Che vogliono fare, aspettare che il problema esploda completamente?