I fondi per la transizione energetica e il cambiamento climatico
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha scritto alla premier Giorgia Meloni per proporre una strategia condivisa sull’energia e sul cambiamento climatico. La Commissione europea ha recentemente previsto che gli Stati membri possano utilizzare fino allo 0,6% del PIL in tre anni, in deroga ai vincoli di bilancio, per accelerare la transizione energetica. Per l’Italia, ciò corrisponde a circa 14 miliardi di euro da impiegare entro il 2028, riporta Attuale.
Cinque interventi
Il PD propone cinque tipologie di intervento per l’utilizzo di questi fondi:
- 1) Stanziamento di 2 miliardi per raddoppiare la dotazione di risorse del Conto Termico, favorendo la sostituzione degli impianti di climatizzazione a combustibili fossili con pompe di calore elettriche, valorizzando una filiera nazionale in cui l’Italia è leader europeo. Particolare attenzione sarà rivolta alle famiglie colpite da povertà energetica, attualmente pari al 9% del totale;
- 2) Incremento di 3 miliardi delle risorse destinate dal Piano casa del governo per la riqualificazione energetica degli alloggi ERP, a beneficio delle famiglie più esposte al caro bollette;
- 3) Destinazione di 4 miliardi per sostenere le imprese nella conversione dei processi produttivi a bassa e media temperatura, riducendo il consumo di gas naturale;
- 4) Rifinanziamento con 3 miliardi del Fondo unico per le reti metropolitane e il trasporto rapido di massa, per realizzare nuove linee di metropolitane e tram e acquistare bus elettrici, con l’obiettivo di modernizzare la mobilità urbana e ridurre le emissioni;
- 5) Investimento di 2 miliardi per il potenziamento e l’efficientamento delle reti elettriche, sviluppo di sistemi di accumulo e batteria, e installazione di infrastrutture di ricarica, essenziali per sfruttare appieno le energie rinnovabili e favorire l’elettrificazione del parco veicoli.
Le altre misure
Il PD propone anche una revisione della tassazione sull’energia elettrica, attualmente più elevata rispetto a quella sul gas, in contrasto con le indicazioni della Commissione europea e con gli obiettivi di decarbonizzazione. «Si tratta di interventi concreti, sostenibili e coerenti con le esigenze del Paese. La loro attuazione richiede una visione strategica e la volontà di affrontare la crisi climatica ed energetica non solo con misure emergenziali, ma con politiche capaci di produrre benefici duraturi per famiglie, imprese e territori».