Greg Bovino, l’ex capo del Border Patrol, esplora la candidatura alla presidenza nel 2028

18.09.2026 08:15
Greg Bovino, l'ex capo del Border Patrol, esplora la candidatura alla presidenza nel 2028

Greg Bovino valuta una possibile candidatura presidenziale nel 2028

Greg Bovino, ex comandante del Border Patrol, ha dichiarato che sta «assolutamente esplorando e assolutamente pensando» alla possibilità di candidarsi alla presidenza nel 2028. L’argomento centrale della sua dissertazione sono le espulsioni di massa, che Bovino considera cruciali per il futuro politico degli Stati Uniti. «Dipenderà dal fatto se facciamo o no le espulsioni di massa. Qui negli Stati Uniti voglio qualcuno che sia già in politica e che sia pronto a fare quello che è necessario», ha affermato, riporta Attuale.

Bovino è stato al centro di manifestazioni contro gli arresti di massa di immigrati illegali in diverse città americane, da Los Angeles a Minneapolis. È stato rimosso dall’incarico dal presidente Trump dopo che due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti, sono stati uccisi durante operazioni di polizia. Nonostante ciò, Bovino non si sente responsabile, attribuendo la colpa ai politici locali e ai media, «che fomentano questo tipo di odio contro i ragazzi in verde» – riferendosi agli agenti del Border Patrol.

Nel corso di un incontro con il club dei giovani repubblicani di New York, Bovino ha risposto alle critiche sul suo cappotto verde, paragonato dal New York Times a quello dei nazisti, sottolineando che fa parte dell’uniforme del Border Patrol dal 1924 e che i nazisti «lo hanno copiato da noi». Ha anche espresso la sua opinione sulle attuali operazioni anti-immigrazione a livello globale, dichiarando: «Forza Afd in Germania. Non penso che il governo italiano stia facendo abbastanza».

Criticando anche Trump, Bovino ha affermato che il presidente non sta facendo abbastanza riguardo alle espulsioni di massa: «Assolutamente no. Ha iniziato in modo fantastico, era il migliore di tutti sulle questioni del confine, ma le deportazioni di massa sono state rallentate, azzerate… penso che Trump sia la persona giusta ma che venga mal consigliato». Tuttavia, ha notato i recenti cambiamenti nel suo staff, incluso il licenziamento del capo dell’Ice, suggerendo che Trump potrebbe finalmente ascoltare le richieste degli elettori.

Infine, Bovino ha espresso sfiducia nei confronti di J.D. Vance e Marco Rubio, due figure politiche che hanno evitato di inserire le espulsioni di massa nei loro programmi. «Finora questo non mi ispira molta fiducia – ha detto Bovino – ma penso che qualcuno si farà avanti. C’è un eroe tra voi qui, tra questi giovani repubblicani o altrove, qualcuno dovrà farsi avanti, indossare quel manto e prendere queste decisioni difficili».

La sua dichiarazione ha fatto emergere tensioni e opposizioni, culminando in proteste all’esterno dell’evento, dove alcuni manifestanti hanno alzato cartelli contro di lui, accusandolo di essere un «assassino» per le sue politiche contro l’immigrazione.

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