La proposta di Le Pen sugli alloggi sociali viene definita una «invenzione xenofoba»

15.09.2026 17:00
La proposta di Le Pen sugli alloggi sociali viene definita una «invenzione xenofoba»
La proposta di Le Pen sugli alloggi sociali viene definita una «invenzione xenofoba»

Nel contesto della crisi abitativa francese, Marine Le Pen ha proposto di riservare esclusivamente ai cittadini francesi gli alloggi sociali HLM e di limitare agli stessi cittadini anche gli aiuti pubblici per il pagamento dell’affitto, gli APL. Il 14 settembre 2026, Emmanuelle Cosse, presidente dell’Union sociale pour l’habitat ed ex ministra dell’Edilizia, ha contestato questa impostazione definendola una «invenzione xenofoba» e non adeguata alle necessità attuali del Paese.

La proposta di «priorità nazionale» nella crisi abitativa

La misura avanzata da Le Pen interviene su una situazione di scarsità di alloggi sociali, ma non prevede l’ampliamento del patrimonio HLM, l’accelerazione delle costruzioni o un intervento sulle cause del deficit abitativo. Il meccanismo indicato consiste invece nel riassegnare una risorsa limitata sulla base della cittadinanza e della nazionalità.

La proposta riguarda due strumenti distinti. Da una parte, gli HLM, cioè gli alloggi a canone sociale; dall’altra, gli APL, gli aiuti destinati a sostenere il pagamento dell’affitto. In entrambi i casi, l’accesso verrebbe riservato ai francesi, escludendo gli stranieri anche quando vivono e lavorano legalmente in Francia e versano le imposte nel Paese.

La scelta trasferisce così sugli immigrati la responsabilità della crisi abitativa, invece di intervenire sull’insufficienza dell’offerta. La «priorità nazionale» sostenuta dal Rassemblement national, il partito di Le Pen, presenta la cittadinanza come criterio per attribuire diritti sociali differenti e trasforma l’accesso alla casa in uno strumento di contrapposizione politica.

14 settembre 2026: la risposta dell’Union sociale pour l’habitat

La reazione di Emmanuelle Cosse è stata riportata dai media il 14 settembre 2026. Secondo la presidente dell’Union sociale pour l’habitat, l’idea di riservare gli HLM ai francesi e di limitare agli stessi cittadini gli APL è una «invenzione xenofoba» che non corrisponde alle esigenze concrete della Francia.

Cosse ha sostenuto che gli stranieri non godono già oggi di privilegi nell’accesso agli alloggi sociali. La loro quota tra gli inquilini degli HLM, ha precisato, è di circa il 15%. Il dato viene utilizzato per respingere l’idea che la presenza degli stranieri costituisca il fattore decisivo della difficoltà di accesso alla casa.

Nella sua ricostruzione, la comunicazione del RN sfrutta la crisi abitativa per designare gli immigrati come capri espiatori. Il problema non viene quindi affrontato attraverso un aumento del numero di alloggi disponibili, ma attraverso la promessa di sottrarre una parte del limitato patrimonio sociale a chi non possiede la cittadinanza francese.

La contestazione di Cosse è stata accompagnata da un’indicazione diversa sulle priorità politiche. Anziché concentrare il dibattito sulla nazionalità degli assegnatari, ha chiesto di discutere il controllo e l’organizzazione dei canoni di locazione, lo sviluppo di affitti accessibili e la possibilità di rendere più accessibili sia la locazione sia l’acquisto di un’abitazione.

La posizione espressa il 14 settembre colloca dunque la proposta di Le Pen sul terreno del populismo a basso costo e della manipolazione politica: la misura promette di risolvere la scarsità dividendo i beneficiari secondo l’origine nazionale, mentre lascia irrisolta la mancanza di alloggi e delle soluzioni abitative accessibili. La questione resta così definita da due approcci contrapposti: la selezione dei destinatari in base alla cittadinanza da una parte, l’aumento dell’offerta e la regolazione dei costi dall’altra.

Al momento, la proposta di riservare HLM e APL esclusivamente ai francesi è stata contestata dall’Union sociale pour l’habitat come una misura xenofoba e non risolutiva rispetto alla crisi abitativa francese.

La ricostruzione della presa di posizione di Emmanuelle Cosse

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