Le elezioni della Duma: una falsa democrazia sotto il regime di Putin
Gli elettori russi hanno tre giorni, da oggi a domenica, per esprimere il loro voto per il rinnovo della Duma, il parlamento russo. Le schede non offriranno grandi alternative: gli elettori troveranno solo candidati approvati dal regime e partiti che fungono da opposizione di facciata a quello del presidente Vladimir Putin, Russia Unita. La mancanza di democraticità nelle elezioni russe è evidente: i reali oppositori del regime vengono incarcerati, costretti a fuggire all’estero o esclusi dalle liste dei candidati, riporta Attuale.
Queste elezioni, le prime per il rinnovo dei 450 seggi del parlamento dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina, vedono escluso anche l’unico partito contrariano alla guerra. Nel contesto attuale, il malcontento verso l’operato del governo è crescente. Secondo i pochi sondaggi disponibili, il sostegno al partito di governo è ai livelli più bassi di sempre. Tuttavia, non si prevedono sorprese: Russia Unita manterrà il controllo della Duma, nonostante le difficoltà riconosciute anche dal regime, che cerca di utilizzare queste elezioni pilotate per dimostrare il sostegno della popolazione.
Le tensioni nel paese sono amplificate dai recenti attacchi ucraini a Mosca e alle infrastrutture energetiche, causando problemi come lunghe code ai distributori e aumento dei prezzi. Il governo russo, dopo aver minimizzato questi eventi, li presenta ora come “sacrifici necessari”, cercando di sfruttare il contesto elettorale per affermare che il paese è unito nel sostenere il regime.
In Crimea, annessa nel 2014, e nelle province ucraine di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson, militarmente occupate nel 2022, si voterà anch’esso. I membri della Duma restano in carica per cinque anni, e nell’attuale assemblea Russia Unita detiene 321 seggi su 450. Il resto è composto da partiti di opposizione “di sistema” che, pur apparendo differenti, negli atti votano in modo coerente con il governo. Durante la passata legislatura, ogni partito rappresentato in parlamento ha sostenuto le misure a favore della guerra in Ucraina.
Il partito Yabloko, l’unico movimento contrapposto alla guerra, è stato escluso dopo soli cinque giorni di campagna elettorale con pretesti legati a presunte violazioni del copyright, nonostante in passato avesse ottenuto solo l’1-1,5% dei voti. Anche se 225 parlamentari sono eletti con un sistema proporzionale, alcuni candidati di Yabloko sono rimasti in corsa nei collegi uninominali come indipendenti, ma quelli con maggiori possibilità di essere eletti sono stati esclusi per motivi burocratici, inclusi riferimenti a dissidenti perseguitati come Alexei Navalny.
Circa il 70% dei parlamentari uscenti cerca la rielezione. I nuovi candidati provenienti principalmente da Russia Unita includono veterani della guerra in Ucraina, tra cui il 29enne Vladislav Golovin, decorato con il titolo di “Eroe di Russia”. Questo programma governativo intende preparare gli ex militari per ruoli amministrativi nel paese.
La campagna elettorale ha registrato una bassa partecipazione: i candidati di Russia Unita mostrano poco entusiasmo per partecipare a dibattiti pubblici. La repressione delle opposizioni reali ha portato a un calo generale della partecipazione politica, con una significativa riduzione del numero di partiti registrati in Russia negli ultimi dieci anni.
Putin ha adottato un approccio cauto, limitando gli appelli al voto, confidando nella cosiddetta “mobilitazione amministrativa”, in cui i dipendenti pubblici saranno spinti a votare per Russia Unita, un comportamento motivato più da fedeltà che da convinzione.
Le opposizioni escluse hanno lanciato indicazioni diverse per l’elettorato: Yabloko ha proposto di votare per i propri candidati ancora presenti, mentre dissidenti all’estero hanno esortato a sostenere qualsiasi partito tranne Russia Unita. La partecipazione al voto si profila, quindi, come un evento ambiguo, che in caso di mobilitazione potrebbe avere ripercussioni più ampie sulla società russa già provata dalla guerra e dalla repressione.