Il monito di re Carlo ai leader dell’intelligenza artificiale a Dumfries House in Scozia: «L’uomo non deve perdere il controllo delle macchine»

17.09.2026 16:55
Il monito di re Carlo ai leader dell'intelligenza artificiale a Dumfries House in Scozia: «L'uomo non deve perdere il controllo delle macchine»

Re Carlo III raduna i leader dell’intelligenza artificiale a Dumfries House

Il Re Carlo III ha riunito ieri in Scozia i principali attori dell’intelligenza artificiale, tra cui rappresentanti di Nvidia, OpenAI, DeepMind e Anthropic, assieme a figure governative britanniche. Con il suo potere influente, il sovrano ha chiamato i colossi dell’AI per affrontare la questione dello sviluppo responsabile della tecnologia e impegnarsi a prevenire derive pericolose. “Devono impegnarsi a utilizzare la tecnologia per il bene dell’umanità. Perché l’uomo non perda mai il controllo delle macchine”, riporta Attuale.

La riunione si è svolta a Dumfries House, un palazzo palladiano salvato nel 2007 dal sovrano e ora sede della King’s Foundation. Durante l’incontro, erano presenti esponenti di Downing Street, come Dame Antonia Romeo e il CEO di Nvidia, Jensen Huang, con il quale il Re aveva già interagito un anno prima durante un banchetto di Stato a Windsor. Hanno partecipato anche Sir Demis Hassabis di Google DeepMind e altri leader del settore.

Carlo III ha sollevato preoccupazioni riguardo ai rischi derivanti dall’uso improprio dell’intelligenza artificiale, invocando una riflessione seria sulle conseguenze della corsa all’AI. Dopo il suo intervento, hanno preso la parola Jensen Huang e Sir Demis Hassabis, assieme alla Chief Financial Officer di OpenAI, Sarah Friar, e al consulente del Vaticano per l’AI, don Paolo Benanti.

Nel 2025, Carlo III aveva già premiato Jensen Huang con il Queen Elizabeth Prize for Engineering e lo aveva invitato a discutere in privato riguardo a un discorso del 2023 che esprimeva preoccupazione per i pericoli dell’AI. Questo incontro segna la continua attenzione del Re per le tecnologie emergenti, mentre cerca di mitigare potenziali effetti negativi.

Negli ultimi cinque anni, Carlo III ha promosso il Sustainable Markets Initiative (SMI), un progetto verde per un business sostenibile. Questa iniziativa, derivata da Terra Carta, mira a mettere “Nature, People e Planet” al centro di un piano di recupero. Durante l’incontro, il Re ha radunato oltre cinquecento CEO provenienti da diversi settori, dimostrando l’impegno a costruire un futuro sostenibile.

SMI prevede un piano decennale per il 2030 e include task force operative in vari ambiti, come moda e tecnologia. Tra i firmatari iniziali figurano Coutts, Lloyds e Bank of America, con l’amministratrice delegata Jennifer Jordan-Saifi a guidare l’iniziativa.

Il re, passato alla storia per il suo primo discorso ecologico nel 1970, continua a dimostrare la sua capacità di visione. Ha investito personalmente 20 milioni di sterline per salvaguardare Dumfries House, patrimonio storico della Scozia, e la sua collezione di mobili Chippendale.

Nonostante non abbia un particolare interesse per la tecnologia contemporanea, il Re mantiene un’attenzione costante per il futuro del pianeta. La crescente diffusione dell’intelligenza artificiale presenta sfide significative che egli mira a affrontare, partendo dal summit di ieri, dove il tema della consapevolezza e della responsabilità nell’uso dell’AI è stato centrale.

Il primo a lanciare un allarme riguardo all’uso dannoso dell’intelligenza artificiale fu Papa Leone XIV con l’enciclica “Magnifica Humanitas”. Durante il summit, don Paolo Benanti, consulente del Vaticano sull’AI, ha sostenuto l’importanza di redigere un documento che promuova un uso responsabile di questa tecnologia.

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