Il Csm approva i test psico-attitudinali, l’Anm avverte: “Condizioneranno la magistratura”

17.09.2026 05:55
Il Csm approva i test psico-attitudinali, l'Anm avverte: "Condizioneranno la magistratura"

Il Consiglio superiore della magistratura approva il test psico-attitudinale per i magistrati

Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha approvato ieri una delibera che introduce un test psico-attitudinale per i nuovi magistrati, rimettendo in discussione il processo di reclutamento. Questo provvedimento, frutto della riforma varata nel 2024, ha suscitato forti contestazioni da parte dell’Anm, che avverte dei potenziali rischi di “strumenti di condizionamento nei confronti della magistratura, a partire dallo stesso momento del reclutamento”. L’associazione sottolinea l’importanza dei principi di “indipendenza, imparzialità ed equilibrio”, evidenziando che i magistrati sono già soggetti a diversi controlli durante il loro percorso professionale, a partire dalle prove di accesso.

Una commissione di docenti avrà il compito di elaborare le prove, che dovranno essere validate dal Csm. Questi test verranno introdotti nel prossimo concorso, previsto per il 2028, non in quello attualmente in corso. L’obiettivo è quello di verificare eventuali “condizioni di inidoneità” alla carriera giudiziaria, accertandone l’assenza senza formulare diagnosi vere e proprie. “È una verifica”, ha dichiarato il consigliere relatore Antonino Laganà. Dopo la prova, verrà condotto un colloquio dal presidente della seduta, affiancato da uno psicologo, per valutare il candidato.

La valutazione si concentrerà su cinque aree principali: cognitiva, emotiva, relazionale, etico-valoriale e organizzativa. Saranno necessarie carenze gravi affinché si giunga alla condizione di inidoneità per svolgere la funzione giudiziaria, riporta Attuale.

Stela Mehmeti

1 Comment

  1. Ma che stupidaggine! Ora dobbiamo anche sottoporre i magistrati a test psicologici? La giustizia già fa fatica, e adesso rischiamo di complicare tutto!!! Non si può mettere in discussione l’indipendenza di chi deve tutelare i diritti dei cittadini. Dobbiamo fidarci di più del sistema attuale, non renderlo un gioco!!!

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