Clemente Mastella critica lo Stabilicum: “Non è democrazia”
Clemente Mastella, sindaco di Benevento e ex ministro, ha espresso forti critiche riguardo allo Stabilicum, in particolare sul numero eccessivo di firme richieste per la presentazione delle candidature elettorali. “È una schifezza. Con la ‘sc’ impura, come si dice dalle mie parti: non è che si può garantire chi c’è e ostacolare chi può arrivare, questa non è democrazia. Io sono l’unico, tra tutti questi, che nel 2006 ha fatto la raccolta delle firme, ma erano 2500, qua sono 6mila. Già allora fu una cosa faticosa, e c’era ancora un po’ di reticolato dei partiti. Quando vedo che Conte dice al gruppo di Onorato ‘vi diamo una mano noi’, io guardo nella mia città e non vedo questa flotta di soccorso da parte dei Cinquestelle”, riporta Attuale.
Mastella ha avvertito che questa situazione potrebbe contribuire ad aumentare l’astensionismo. “Beh, davanti alla sottovalutazione del rapporto tra elettore ed eletto, non ti puoi rammaricare se la gente non va a votare. C’è un’area di dissenso rispetto a chi è attualmente nelle istituzioni e c’è una crisi profonda, uno scollamento e una divisione nel centrodestra tra chi fa il tifo per l’Ucraina e chi per la Russia, Salvini è imbarazzante. Dall’altro lato vediamo la lacerazione tra il Pd e Conte. Prima c’era unità sulla linea di politica estera, ora tutto è consunto, ci sono divisioni all’interno degli stessi blocchi e questo provoca una contrazione nel consenso per un partito o una coalizione”.
In merito alla partecipazione alle prossime elezioni politiche, Mastella ha confermato le sue intenzioni: “Lo farò di certo, collegato al centrosinistra, perché da soli è complicato, anche per dare un’anima a questo centro. Già il centrosinistra ha serie difficoltà, ma se anche il centro le incrementa, si rischia di perdere le elezioni che invece è possibile vincere”.
Riguardo alla forma politica che immagina per il suo movimento, ha dichiarato: “Io faccio il centro. Vedo nuvole un po’ dovunque, egoismi un po’ ovunque. E poi, dall’altro lato, vedo eccentricità incredibili sulla politica estera. Anche questa storia di Salvini, che è diventato più russo dei russi”.
Mastella ha poi evidenziato che il centro appare attualmente affollato e confuso: “Bisognerebbe stare tutti assieme in quell’area alleata con la sinistra. La mia ragionevole ipotesi di lavoro politico è quella di fare una cosa tipo la Margherita della quale fui componente e fondatore. Ma occorre tanta generosità e invece ne vedo pochissima in giro. Comunque c’è tempo perché, secondo me, si voterà a fine legislatura perché la Meloni e gli altri hanno alcune preoccupazioni; Vannacci cresce e questo spiazza. Non so se Grillo riuscirà a presentare la lista, se così fosse creerebbe problemi al M5s”.
Infine, riguardo al voto segreto alla Camera, Mastella ha affermato: “Non credo che si correrà il rischio di un altro incidente sullo Stabilicum. Andare a votare prima è complicato. Resta il fatto che questa legge elettorale è molto incostituzionale. Prendiamo il Senato: è a voto regionale, anche Ciampi lo sottolineò, farlo nazionale è una cosa che non sta né in cielo né in terra. E ancora: la sproporzione tra il primo eletto, considerato intoccabile, e gli altri che dietro concorrono con una finzione di preferenze. Guardi che la maggior parte dei partiti, tranne Pd e Fdi, non ce la fa ad esprimere il secondo”.
Mastella ha concluso dicendo che la nuova legge potrebbe ritorcersi contro la maggioranza che l’ha voluta: “Secondo me sì, è successo ogni volta a chi ha agitato lo spettro di una nuova legge elettorale, c’è una maledizione…”.