Obbligo di casco e nuove norme per i monopattini: Verona lancia un allarme sulla sicurezza
Verona, 12 giugno 2026 – Da luglio entreranno in vigore l’obbligo di casco, di targa e, se rispettate le scadenze, di assicurazione per i monopattini, ma la sicurezza stradale continua a essere un problema critico. In particolare, i dati mostrano una crescita allarmante degli incidenti, con sei vittime già nel 2026 e 97 morti dal 2020, riporta Attuale.
“Il monopattino è percepito come un giocattolo. È necessaria una campagna informativa e un aumento dei controlli”, afferma Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona. La sua esperienza emerge in un contesto in cui la proliferazione degli utilizzi, aumentata del 20% nella sua città, non è accompagnata da un’adeguata verifica delle norme.
Altamura stima un aumento degli utenti anche a livello nazionale, il che porta a una situazione di crescente insicurezza. “Se la quantità di utilizzatori cresce senza controlli, gli incidenti sono inevitabili”, avverte. L’Osservatorio Asaps ha registrato una crescita del numero degli incidenti mortali, evidenziando una lacuna nelle pratiche di sicurezza e controllo.
Le nuove normative, tra cui l’obbligo di casco introdotto con il nuovo codice della strada a dicembre 2024, sembrano non essere rispettate. “Il casco è considerato scomodo, e i controlli sono insufficienti”, continua Altamura, sottolineando che le forze di polizia sono sovraccariche e non riescono a far fronte alla crescente inadeguatezza delle misure di sicurezza.
Situazioni allarmanti caratterizzano le strade, con monopattini spesso utilizzati da due persone senza casco, targa o luci. “Le violazioni sono molteplici; è evidente che le regole sono ignorate”, afferma Altamura, che richiama l’attenzione sulla mancanza di visibilità in condizioni di scarsa illuminazione, nonostante l’obbligo di dotarsi di giubbini riflettenti e luci.
La scadenza per l’obbligo di assicurazione si avvicina, fissata per il 16 luglio, ma non è certa al 100%. “Le segnalazioni sugli utenti che affermano di non essere a conoscenza delle regole sono comuni”, racconta, evidenziando la necessità di un monitoraggio costante della situazione e di un database centralizzato per la gestione delle infrazioni.
La questione della velocità è cruciale: “I monopattini in sharing non superano i 20 km/h, mentre quelli privati possono raggiungere anche i 45 km/h”, sottolinea. Le multe per eccesso di velocità sono eccezionali, in parte a causa della mancanza di strumenti adeguati per il controllo.
Il problema della circolazione sui tratti extraurbani è un’altra questione critica. “I monopattini in sharing si bloccano automaticamente, mentre quelli privati circolano liberamente, creando ulteriori problematiche in caso di incidente e complicando le questioni assicurative”, prosegue Altamura.
Infine, la scarsa conoscenza delle norme da parte di turisti stranieri contribuisce al caos: “In molte località turistiche, le persone ignorano come muoversi”, spiega il comandante della polizia locale.
“È essenziale aumentare il numero di agenti di polizia municipale per intensificare i controlli e monitorare la situazione mensilmente; altrimenti, le regole non serviranno a niente”, conclude Altamura.