Blocco di centinaia di migranti in Marocco: tentativo di raggiungere Ceuta fallito
Le forze di sicurezza marocchine hanno fermato, nella mattina di sabato 15 agosto, un tentativo di emigrazione irregolare da parte di centinaia di migranti, per lo più provenienti dall’Africa subsahariana, diretti verso l’exclave spagnola di Ceuta, riporta Attuale.
Secondo El Paìs, il tentativo di attraversamento è iniziato intorno alle 6 del mattino, con il gruppo di migranti che si nascondeva in un’area montuosa nei pressi di Fnideq, nota in spagnolo come Castillejos, a sud-ovest dell’exclave. Le autorità marocchine hanno intensificato i controlli sulle principali vie d’accesso a Fnideq, in particolare nei pressi di Tétouan e Tangeri. Un migrante di 17 anni ha raccontato di essere arrivato a Fnideq la notte precedente, passando attraverso tre posti di blocco in un viaggio di 35 chilometri con un autobus.
Le forze dell’ordine marocchine hanno fatto ricorso a cariche di gas lacrimogeni per disperdere i migranti, ripresi in video mentre tentavano di avanzare. Le immagini diffuse dall’emittente Tve mostrano decine di poliziotti e agenti della gendarmeria reale marocchina in azione, sorvegliati anche da droni, con veicoli militari schierati sul lato spagnolo della frontiera.
Non ci sono ancora conferme ufficiali da parte del governo spagnolo riguardo a questi movimenti migratori. Tuttavia, la situazione a Ceuta appare tranquilla, grazie alla forte presenza della sicurezza rafforzata, sia dal lato spagnolo che da quello marocchino, in risposta alle recenti paure di una nuova ondata di migranti.
In aggiunta, l’alta sorveglianza si estende anche a Melilla, dove ci sono timori che la pressione migratoria possa dirigersi verso quella seconda exclave spagnola. Secondo El Confidencial, rapporti recenti indicano un aumento del rischio di arrivi massivi a Melilla a causa del trasferimento di numerosi migranti a Beni Enzar.
In questo contesto di tensione nel Mediterraneo, la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Diaz Ayuso, ha criticato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, accusandolo di irresponsabilità per il flusso di migranti verso Ceuta. Ha dichiarato che “il governo ha permesso che la Spagna venisse invasa da terroristi che si rifiutano di identificare” e ha insistito sul fatto che “la sicurezza degli spagnoli non si negozia”. Stime recenti indicano che circa 5.000 degli oltre 80.000 migranti arrivati tra il 30 e il 31 luglio sono ancora a Ceuta.
Incredibile come queste tragedie continuino a ripetersi senza un vero piano di azione! È triste vedere gente disperata cercare una vita migliore mentre noi ci preoccupiamo di proteggere i confini. Non ci si può permettere di restare indifferenti… cosa sta facendo l’Europa per risolvere questa situazione?