La cerimonia dell’11 settembre al Pentagono: Trump elogia l’unità del Paese
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – I quattro ex presidenti americani viventi — Bill Clinton, George W. Bush, Barack Obama e Joe Biden — hanno partecipato ieri alla cerimonia commemorativa per l’11 settembre a New York. La loro presenza, accompagnata dalle mogli, ha richiamato un tempo di unità nazionale nonostante le divergenze, un concetto che oggi appare sempre più distante. Il presidente Trump, assente, ha partecipato alla cerimonia del 25° anniversario al Pentagono, delegando il suo vicepresidente, JD Vance, a rappresentarlo a New York, riporta Attuale.
Al Pentagono, a differenza del Ground Zero, Trump ha tenuto un discorso in cui ha lodato l’unione del Paese dopo la tragedia, associando il suo attuale impegno in Iran alla guerra al terrorismo iniziata durante l’amministrazione Bush. Questo discorso contrasta con le sue precedenti affermazioni di opposizione alle “guerre infinite” che hanno caratterizzato i mandati dei suoi predecessori.
Trump ha iniziato a febbraio una guerra in Iran, in collaborazione con Israele, un conflitto definito dai suoi assistenti come potenzialmente lungo sino alla fine del suo mandato. Durante la cerimonia, ha ribadito: «Oggi rinnoviamo la sacra promessa che facemmo un quarto di secolo fa a loro nome. Non dimenticheremo. Per questo combattiamo oggi, non abbiamo scelta. Giorni come l’11 settembre ti insegnano di che pasta è fatto un Paese. Stiamo imparando la stessa cosa adesso, dobbiamo essere forti e furbi».
Nel suo intervento di 18 minuti, Trump ha sottolineato la necessità dell’attacco all’Iran, affermando che la Repubblica Islamica non dovrà mai dotarsi di armi nucleari. Tuttavia, tra i suoi sostenitori si solleva una critica: alcuni vedono questo intervento come un tradimento delle promesse di campagna e dei principi “America First”. JD Vance, presente al Pentagono, sta cercando di posizionarsi come un vicepresidente leale, pur consapevole delle potenziali conseguenze negative della guerra.
Alla cerimonia di New York, la presenza di Zohran Mamdani, il primo sindaco musulmano della città, ha suscitato polemiche, con petizioni firmate da migliaia di persone che chiedevano la sua esclusione. Rudy Giuliani, ex sindaco durante gli attacchi dell’11 settembre, ha espresso il suo disappunto per la presenza di Mamdani, definendo la sua opinione sulla natura degli attacchi una provocazione.
Nonostante le tensioni, Mamdani e Giuliani si sono stretti la mano prima dell’inizio della cerimonia. Tuttavia, la ricorrenza ha scatenato un clima di polemiche, con accuse di irriverenza a carico di Mamdani e della deputata Alexandria Ocasio Cortez durante la lettura dei nomi delle vittime. L’assistente di Giuliani ha contestato tali accuse, definendole fake news, mentre la vedova di una vittima ha criticato i legami dell’America con l’Arabia Saudita, paese di origine di 15 dei 19 terroristi coinvolti negli attacchi.