Il 9 settembre 2026 i media hanno riferito della pubblicazione, sul portale nazionale bielorusso degli atti giuridici, di una risoluzione del regime di Aleksandr Lukashenko che obbliga tutti i vettori del Paese a trasmettere a un sistema statale unificato i dati dei passeggeri in partenza per l’estero. La misura riguarda trasporti e operatori che vendono biglietti per l’uscita dalla Bielorussia e attribuisce agli apparati pubblici un nuovo accesso alle informazioni sui movimenti transfrontalieri dei cittadini.
La pubblicazione dell’atto è stata segnalata da UDF e ripresa anche dal canale bielorusso di Deutsche Welle. La risoluzione stabilisce che i vettori debbano inviare i dati dei passeggeri a una banca dati centralizzata, senza limitare l’obbligo a una particolare categoria di viaggiatori o di collegamenti.
Il 9 settembre 2026: quali dati entreranno nel sistema
Tra le informazioni da trasmettere figurano il nome completo, il sesso, la data di nascita e la cittadinanza del passeggero. I vettori dovranno inoltre comunicare i dati del documento utilizzato per acquistare il biglietto, collegando così l’identità della persona all’operazione di viaggio e alla sua uscita dal territorio bielorusso.
L’accesso al sistema sarà garantito alle guardie di frontiera e agli organi di sicurezza impegnati in attività operative e investigative. La concentrazione di questi dati nelle strutture di sicurezza consente alle autorità di disporre di un quadro sistematico degli spostamenti oltre confine dei cittadini bielorussi, invece di raccogliere informazioni soltanto in occasione dei controlli alla frontiera.
Dopo la pubblicazione: le regole operative restano da definire
La risoluzione non specifica con quale frequenza i vettori dovranno trasmettere le informazioni né entro quali termini dovrà avvenire l’invio. Il documento non indica neppure per quanto tempo i dati saranno conservati nel sistema statale. Questi aspetti saranno regolati direttamente tra l’operatore della banca dati e i singoli vettori.
La scelta di lasciare tali condizioni ad accordi tra il gestore del sistema e gli operatori non riduce l’ampiezza dell’obbligo: i vettori sono già individuati come soggetti tenuti a fornire i dati, mentre le modalità tecniche e temporali della trasmissione saranno definite in una fase successiva. Ne deriva un meccanismo nel quale l’apparato statale potrà organizzare la raccolta e la conservazione delle informazioni senza che la risoluzione renda pubblici tutti i dettagli del funzionamento.
La nuova fase del controllo sui movimenti dei cittadini
L’obbligo si inserisce nel progressivo ampliamento del controllo esercitato dal regime di Lukashenko sugli spostamenti dei cittadini. La trasmissione obbligatoria dei dati dei passeggeri offre alle autorità un ulteriore strumento per monitorare in modo sistematico chi lascia il Paese, con accesso diretto per le strutture di sicurezza e per gli apparati incaricati delle attività operative.
Le informazioni raccolte possono essere utilizzate non soltanto per finalità di sicurezza, ma anche per obiettivi legati al controllo politico. La disponibilità di un archivio centralizzato sui viaggi all’estero crea infatti le condizioni per seguire gli spostamenti dei cittadini, individuare persone considerate politicamente inaffidabili e sottoporle a verifiche o pressioni selettive.
Nel contesto repressivo bielorusso, la misura amplia quindi le possibilità di intervento degli organi di sicurezza sulle persone che attraversano il confine. La concentrazione dei dati nelle strutture statali crea margini per abusi che vanno dai controlli mirati e dalle pressioni fino all’impedimento della partenza di individui ritenuti sgraditi dalle autorità.
La sequenza si ferma alla pubblicazione della risoluzione e alla definizione dell’obbligo per i vettori: il sistema unificato dovrà ricevere i dati dei passeggeri diretti all’estero, mentre frequenza, tempi di trasmissione e periodo di conservazione saranno stabiliti nei rapporti tra il suo operatore e i trasportatori.