Il ministro Piantedosi annuncia lo sgombero di Casapound da via Napoleone III a Roma

10.09.2026 07:05
Il ministro Piantedosi annuncia lo sgombero di Casapound da via Napoleone III a Roma

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato che la sede di Casapound in via Napoleone III a Roma sarà sgomberata a breve. In merito a un cittadino bengalese recentemente liberato dopo aver molestato due donne a Torino, ha dichiarato: «La sua posizione è al vaglio della magistratura. Al momento opportuno valuteremo la revoca della protezione e il rimpatrio». Rispondendo a speculazioni sulla sua possibile candidatura con Fratelli d’Italia, Piantedosi ha affermato: «Al termine del mio incarico da ministro tornerò a fare il prefetto, sempre grato a chi mi ha dato l’opportunità di vivere questa straordinaria esperienza, che ho svolto con l’unico obiettivo di essere al servizio del mio Paese», riporta Attuale.

Vannacci e Casapound

In un’intervista con Irene Famà per La Stampa, Piantedosi ha criticato la partecipazione di Roberto Vannacci al convegno dei sindacati di polizia a Torino, sostenendo: «Attribuire a un’iniziativa anche una valenza formativa è cosa ben diversa dalla libertà sindacale. Gli accordi con il Viminale lo consentono quando ci sono determinati requisiti. In questo caso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, dopo un approfondimento, ha ritenuto che quei requisiti non ci fossero. Punto». Riguardo Casapound, ha confermato: «L’immobile di via Napoleone III è inserito nel piano degli interventi della Prefettura di Roma, assieme ad altre occupazioni. Peraltro fui proprio io, da prefetto di Roma, a stabilirlo. Come è già accaduto per altre occupazioni storiche, anche quello stabile sarà restituito alla proprietà».

Ceuta, Schengen e la Spagna

Il ministro si è inoltre espresso riguardo a Schengen e alla Spagna, rivelando: «Con Madrid abbiamo un rapporto costante e costruttivo. Capisco che la dietrologia renda tutto più interessante, ma qualche volta la spiegazione più semplice è anche quella corretta». In merito ai controlli, ha aggiunto: «Mi permetta di dire innanzitutto che i numeri andrebbero valutati soprattutto nella prospettiva della capacità delle misure adottate di realizzare un efficace effetto di deterrenza. Da quando abbiamo reintrodotto i controlli alla frontiera con la Spagna, sono state identificate oltre 180 mila persone, adottati 42 provvedimenti di respingimentonove nei confronti di cittadini marocchini – e arrestati otto soggetti».

I centri in Albania

Infine, rispondendo a una domanda sul Patto europeo per l’immigrazione in vigore dal 12 giugno, Piantedosi ha fatto il punto sui centri in Albania, attualmente vuoti: «Per un motivo molto semplice: alcuni tribunali italiani hanno sollevato una questione giuridica che pende davanti alla Corte di giustizia europea, e ora attendiamo che si pronunci. La decisione è attesa in autunno. Possiamo condividere o meno una decisione giudiziaria, ma le sentenze e i provvedimenti si rispettano anche quando sono interlocutori. Nel frattempo funzionano come Cpr».

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