Il generale Roberto Vannacci ha espulso Luca Sforzini da Futuro Nazionale senza alcuna preavviso né confronto, annunciando la decisione tramite comunicato stampa. Sforzini, ex ideologo del partito, ha commentato che questa mossa è rappresentativa di un clima autoritario all’interno dell’organizzazione. In un’intervista a La Stampa, Sforzini ha espresso le sue preoccupazioni riguardo a una crescente deriva integralista e a una concezione del partito che non rispetta i principi democratici, riporta Attuale.
L’ex ideologo e il generale
Sforzini afferma di provenire da un contesto politico laico e atlantico, avendo collaborato con il generale Vannacci a Verona circa un anno fa per sviluppare strategie comuni, quando Vannacci era ancora membro della Lega. Tuttavia, dopo aver stretto un accordo che prevedeva il suo coinvolgimento nella definizione della politica e nella gestione del centro studi, Sforzini ha notato un cambiamento drammatico nell’orientamento del generale, avvicinandosi a posizioni più autoritarie e lontane dai valori liberali e atlantici.
La cacciata e le cornacchie nere
Sforzini denuncia la mancanza di dialogo nel partito, lamentando una graduale esclusione da decisioni chiave e l’emergere di un “cerchio magico” attorno a Vannacci. Aggiunge che alcuni membri del partito hanno espresso posizioni estremiste, come l’affermazione che “l’Islam è incompatibile con l’Italia”, ignorando i principi della Costituzione italiana che garantisce libertà di religione. Tale retorica mette in discussione la capacità di dialogo con i Paesi produttori di petrolio nel Mediterraneo, secondo Sforzini.
Razzismo, antisemitismo, xenofobia
Sforzini punta il dito contro il crescente razzismo, antisemitismo, xenofobia e omofobia all’interno del partito. Sottolinea che è fondamentale rielaborare critiche e sentimenti, piuttosto che abbracciarli senza riserve. La rottura con il partito si è approfondita sulla seconda parte del programma di Futuro Nazionale, ritenuta da Sforzini in contrasto con i principi iniziali di buon senso, introducendo concetti di patriarcato e integralismo cattolico, che lui considera anacronistici.
Le donne
Riguardo al femminicidio, Sforzini ha rifiutato di pubblicare testi di un accademico che promuove lo schema di subordinazione delle donne, rimanendo attonito per i contenuti. Conclude affermando che Vannacci ambisce a un ruolo predominante a Palazzo Chigi, escludendo l’idea di collaborare con una donna come Giorgia Meloni, suggerendo che la leale collaborazione sia da chiedere a Matteo Salvini.