Arresti a Roma: sette persone coinvolte nell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, il boss Senese ritenuto mandante

10.09.2026 05:35
Arresti a Roma: sette persone coinvolte nell'omicidio di Fabrizio Piscitelli, il boss Senese ritenuto mandante

Arresti per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, “Diabolik”: il mandante è Michele Senese

A più di sette anni dall’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come “Diabolik”, avvenuto il 7 agosto 2019 al parco degli Acquedotti, le indagini hanno subito una svolta decisiva. I Carabinieri del Nucleo Investigativo e la Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone, su delega della Procura Distrettuale Antimafia. Le accuse includono omicidio aggravato con metodo mafioso, estorsione con armi da guerra e associazione finalizzata al narcotraffico, riporta Attuale.

Tra gli arrestati figura Michele Senese, ritenuto il “mandante apicale” dell’operazione. Leader del clan omonimo della Camorra, Senese avrebbe fornito il suo assenso per l’eliminazione di Piscitelli, giustificata secondo la DDA come un’azzione necessaria per riaffermare il proprio potere su un affiliato autonomo nel narcotraffico. Curiosamente, Piscitelli e Fabrizio Fabietti avevano iniziato a operare in modo indipendente, versando somme irrisorie rispetto ai profitti generati dal traffico di droga.

Le indagini hanno collocato Leandro Bennato come responsabile dell’organizzazione dell’agguato, il quale avrebbe voluto estromettere Piscitelli dal mercato della cocaina per acquisire il controllo dell’area Tuscolana. Uno degli arrestati, Raul Esteban Calderon, sarebbe stato identificato come il killer, mentre il broker Alessandro Capriotti, noto come “il Fornaro”, avrebbe attirato la vittima in trappola. Capriotti aveva fissato un incontro sulla panchina di via Lemonia, mentre il killer si era travestito da runner.

I rapporti tra Capriotti e Piscitelli erano deteriorati in seguito a incidenti passati legati a truffe sull’acquisto di cocaina. L’azione di Piscitelli, che mandò emissari a sparare contro la villa di Capriotti per un debito di 300mila euro, ha innescato una spirale di violenza. La morte di “Diabolik” ha infatti innescato una faida violenta, con ripercussioni che hanno coinvolto diversi gruppi criminali, tra cui tentati omicidi ai danni di Bennato, Molisso, Fabietti e Costacurta.

L’azione criminosa ha rivelato un forte imprinting mafioso, volto a favorire il clan Senese e a creare un clima di omertà. In una intercettazione datata 10 febbraio 2025, Vincenzo Senese ha riassunto la presunta legge del suo clan con la frase: “O paghi o muori”. Nel frattempo, la Commissione Parlamentare Antimafia ha sollecitato ufficialmente alla Procura di Roma l’acquisizione di tutti gli atti relativi al caso.

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