TikToker Hamza Messaf provoca il caos a Vicenza con un raduno non autorizzato

04.10.2026 16:05
TikToker Hamza Messaf provoca il caos a Vicenza con un raduno non autorizzato

Vicenza, 4 ottobre 2026 – Un raduno lanciato sul web dal TikToker Hamza Messaf sabato pomeriggio a Vicenza per un’ ‘aura battle’ con vestiti griffati in palio si è trasformato in bagarre: centinaia di adolescenti hanno infatti preso d’assalto il furgone del creator al parcheggio Verdi, danneggiando sbarre e provocando un caso politico nazionale, riporta Attuale.

Chi è Ilvucumpra?

All’anagrafe si chiama Hamza Messaf, ha 24 anni ed è un ragazzo d’origine marocchina nato a Casalmaggiore, in provincia di Cremona. La sua famiglia, di estrazione popolare, condivide il percorso di tanti nuclei di prima e seconda generazione arrivati in Italia: genitori lavoratori, profilo schivo e distante dal mondo patinato dei social media in cui il figlio si è immerso totalmente. Messaf ha frequentato gli studi secondari superiori in un istituto tecnico-professionale della zona, un contesto scolastico comune a molti dei suoi coetanei e follower. È proprio tra i banchi di scuola e nei cortili delle periferie che inizia a sperimentare i primi video, catturando la quotidianità, i linguaggi e le frustrazioni della Generazione Z locale. Il suo nome d’arte – ‘Ilvucumpra’ – nasce come una scelta provocatoria. Utilizzando un’espressione storicamente usata in modo dispregiativo verso i venditori ambulanti stranieri, Messaf ha depotenziato lo stereotipo etnico, trasformandolo in un marchio di fabbrica ironico, sfacciato e immediatamente riconoscibile nel panorama della street culture digitale.

Dai primi video ai 500mila follower

Il successo di Hamza Messaf non nasce da una produzione patinata, ma da un uso del telefono cellulare privo di filtri. Con una community che supera complessivamente i 500.000 follower (distribuiti principalmente su TikTok all’account @ilvucumpra, con un forte seguito di supporto su Instagram e YouTube), il creator vanta un tasso di coinvolgimento territoriale altissimo. Nei suoi contenuti intervista i passanti, organizza sfide improvvisate nei parchi e nelle stazioni di Padova, Vicenza e Verona, realizza scherzi e brevi sketch comici basati sui contrasti culturali, sulla vita di provincia e sulle dinamiche tra bande di ragazzi, oppure regala scarpe, felpe o accessori da streetwear ai follower che superano sfide di carisma, creando un’attrazione irresistibile per il pubblico più giovane. Messaf è diventato un punto di riferimento perché non si limita a parlare ai ragazzi attraverso lo schermo, ma offre loro la possibilità di diventare protagonisti.

Polemiche, liti e la gestione del pubblico

Nonostante la vasta popolarità tra gli under 18, la figura di Messaf è spesso finita al centro di accese controversie. In passato, diversi suoi raduni non autorizzati avevano già richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine a causa di assembramenti molesti, schiamazzi e blocchi del traffico pedonale nei pressi dei centri commerciali. Inoltre, il circuito in cui si muove è caratterizzato da continui “dissing” e scontri verbali (talvolta sfociati in spintoni e risse vere e proprie) con altri piccoli creator della scena locale, spesso documentati e diffusi online per incrementare le visualizzazioni.

Il fenomeno della ‘Aura battle’

L’evento di Campo Marzo doveva essere, nelle intenzioni dichiarate, una ‘Aura battle’, una sfida di ‘personalità’, in cui Messaf metteva in palio vestiti griffati.

Questo trend, nato durante l’estate in America Latina e poi spopolato in Europa via TikTok, rappresenta l’evoluzione moderna delle vecchie gare di street dance o delle sfide di freestyle rap. L’Aura indica la carica di carisma, la disinvoltura e la capacità di apparire ‘cool’ e imperturbabili. È anche detto farming battle, in quanto il farming è un termine preso in prestito dai videogiochi che indica l’accumulo graduale di punti attraverso azioni ripetute. Nelle Aura battle, ragazzi e ragazze si dispongono in cerchio nei parchi o nelle piazze. A turno si sfidano non con la forza o con la violenza, ma esibendosi in pose iconiche e sguardi fissi verso la telecamera o l’avversario, gesti e meme virali ripresi dai social o dai videogiochi, esultanze stravaganti e atteggiamenti di sicurezza ostentata. Il pubblico attorno fa da giuria e decreta chi vince o perde ‘punti aura’ in base alla capacità dei contendenti di non imbarazzarsi e di mostrare autoironia.

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