Jonathan Safran Foer: «Gli Stati Uniti hanno perso empatia e solidarietà dopo l’11 settembre»

10.09.2026 08:15
Jonathan Safran Foer: «Gli Stati Uniti hanno perso empatia e solidarietà dopo l'11 settembre»

Jonathan Safran Foer: L’America dopo l’11 Settembre e la perdita di empatia

In occasione del 25° anniversario degli attentati dell’11 settembre, Jonathan Safran Foer, autore di «Molto forte, incredibilmente vicino», riflette sulle trasformazioni dell’America e sulla sua capacità di empatia. Secondo Foer, la società ha perso la solidarietà, mentre il multiculturalismo rappresenta ancora il volto migliore di New York. Tuttavia, egli avverte che il successo finanziario della città potrebbe costituire una minaccia alla sua essenza, riporta Attuale.

Foer sottolinea che molte delle problematiche attuali, come l’aumento dell’estrema destra, sono sintomi di una disintegrazione più profonda della civiltà. Riguardo al cambiamento dopo l’11 settembre, afferma che inizialmente si assistette a un’ondata di empatia, ma questo sentimento si è affievolito, lasciando spazio a una cultura di isolamento e individualismo alimentata dalla tecnologia.

Riguardo agli sviluppi politici, nota come l’America si trovi in uno stato di tensione tra libertà individuale e responsabilità collettiva. Nonostante i mandati di presidenti democratici, l’isolazionismo persiste e Foer non esclude la possibilità di un cambio radicale nella leadership americana.

Foer racconta anche l’impatto emotivo e sociale che gli attentati hanno avuto su New York. La metropoli, secondo lui, rappresenta un esempio di successo multiculturale, e la sua forza risiede nella diversità. Tuttavia, esprime preoccupazione per l’influenza negativa del denaro e della tecnologia sulla qualità delle relazioni umane.

Infine, condividendo la sua esperienza personale durante gli eventi dell’11 settembre, Foer descrive la confusione e l’angoscia diffusa, elementi che hanno segnato profondamente la sua visione del mondo. Afferma che la percezione di insicurezza è stata amplificata da interessi politici e mediatici che monetizzano la paura e l’ansia collettive.

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